- (il più verde frammento)
-
- Potessi anchio guardarlo come
- gli appassionati lombardi e magari
- i gardesani dellopposta sponda
- in onda nel giorno promesso
- collombra non avversa che gli vagola
- fra mento e gota, quel bambino
- per tutti recitare
- il più verde frammento il più totale
- di nostra maggior musa - «Meriggiare...» -,
- pallido no però assorto lui stesso
- di quel tanto che lo fa diventare
- di quel canto non solamente voce
ma fronda e mare, temerariamente.
-
- 20 settembre 1982
|
-
|
-
(la città dei poeti)
-
- La città dei poeti, può darsi
- (un approdo, un ritorno?), nel nonsenso
- di una gimcana muta, roteando
- macchine assurde svuotate di dentro
- nel motore e nel cuore,
- e su una sola, in un luogo che ignoro,
- Raboni e io. E una piazza
- A cerchio, di graniti
- E marmi: potrebbessere dove
- Milano cede e quasi non è più
- Milano. Marmi e unimmensa fontana
- attiva che fa ponti e archi spruzzando
- velando il freddo sconcio Novecento
- dellaltra architettura.
- Non prescrivono
- le tabelle di bordo se a un punto
- devieremo. La galassia del sogno
- non dice chi di noi due porti il peso
- della guida. Il sedile è pungente,
- sobbalza, siamo forse sulle spine
- di un sidecar,
- ci fuggono
- uccelli e foglie dalla destra riva
- della fontana, ma ora è un fiume poca
- gente, mi dico, più ci si disira
- non sempre metamorfosi è delizia - ,
- la città dei poeti entra nel marmo
- riapre gli occhi nellambra di Milano
rarefatta sorpresa dallalba.
-
- Marzo 1982
|