Piero Manzoni
 
CONSUMAZIONE DELL’ARTE
DINAMICA DEL PUBBLICO
DIVORARE L’ARTE
 
Il 21 luglio del 1960 Piero Manzoni, nel corso dell’evento CONSUMAZIONE DELL’ARTE DINAMICA DEL PUBBLICO DIVORARE L’ARTE, "consacrava all’arte", con l’impronta del proprio pollice, centocinquanta uova sode, dandole poi in pasto al pubblico intervenuto. L’opera entra nel più diretto rapporto con lo spettatore, diventando materialmente cibo, ingerito, digerito e metabolizzato. L’Uovo con impronta delle Civiche Raccolte d’Arte (Collezione Boschi-Di Stefano) appartiene a una serie di esemplari numerati e firmati realizzati da Manzoni in quell’occasione; tenuto nella "bambagia" e conservato in un apposito contenitore di legno l’Uovo è sottratto all’immediata distruzione, diventando a un tempo opera autonoma e documento di un’azione. Manzoni s’interroga evidentemente sul ruolo dell’oggetto come tramite di una vera e propria comunione tra autore e pubblico: la sua consumazione sacrificale o la sua feticistica conservazione come testimonianza sono gli aspetti complementari di un radicale sovvertimento del linguaggio artistico tradizionale. Oltre alla documentazione di questo intervento, sono esposte altre opere di Manzoni in cui ritornano il richiamo alla forma cellulare dell’uovo, oppure all’impronta digitale, utilizzata quale sigillo di immediata riconoscibilità della presenza fisica dell’artista. Nella serie delle Tavole di accertamento l’impronta è affiancata, con un atteggiamento propriamente analitico e concettuale, alla mappa, all’alfabeto e alla linea. Accanto alle Tavole edite da Scheiwiller nel 1962, sono qui esposti i progetti parallelamente realizzati da Manzoni per la rivista "Gorgona" di Zagabria.
Intorno al lavoro di Manzoni il dossier raccoglie, in un possibile percorso dell’uovo e dell’impronta, legato a Milano e all’ambiente di Brera, disegni e sculture di Adolfo Wildt (Ritratto di Arturo Ferrarin, 1928-29), Eros Pellini (Uovo, 1930), Fausto Melotti (Costante Uomo, 1936), Lucio Fontana (Concetti spaziali, 1958-60), Remo Bianco (Impronte, 1956) e Luciano Fabro (10,1978).
 
Dossier
Piero Manzoni, Consumazione dell’arte dinamica del pubblico divorare l’arte, 1960
Mostra a cura di Giorgio Zanchetti