CLOUDS 1999-2003

Il ciclo “CLOUDS”, nato in toscana nel 1999, è diviso al suo interno in più parti:
-CLOUDS
-NON LUOGHI ALTRI o LUOGHI DELLA VERGOGNA
-PURE CLOUD
Il soggetto è sempre bene o male lo stesso: la nuvola. Nuvola presentata come soggetto unico oppure arricchito da elementi altri (prodotti dell’uomo o elementi naturali):
1-Barriere artificiali (“clouds”) come reti metalliche, sbarre e filo spinato, tese a creare una barriera, appunto, tra l’osservatore ed il soggetto rappresentato, generando così una tensione-verso.
2-Elementi naturali (“clouds”) come montagne, scogliere, rocce e alberi che creano una sorta di ponte tra terra e cielo, tra materiale ed immateriale.
3-Strutture architettoniche industriali (“non luoghi altri” o “luoghi della vergogna”) create, utilizzate e abbandonate dall’uomo, corrose dal tempo, e riutilizzate da uomini-altri. Luoghi fantasma abitati o usati da uomini fantasma (extracomunitari, barboni, puttane, tossici) situati accanto alle nostre belle casette, nelle nostre belle città.
 
PURE CLOUD- Il ciclo P.C. pur rappresentando direttamente ed esclusivamente la o le nubi, è l’unico che tratta quest’ultime non come soggetto ma come prodotto del soggetto vero e proprio: il vento.
Il vento visto come energia immateriale, capace di generare, deformare e dissolvere il vapore-nuvola che sulla tela viene rappresentato.
Questo tipo di lavoro si presenta in tele singole oppure in dittici e polittici in cui l’effetto delle sue forze si rende più facilmente leggibile seppur in modo non didascalico.