Il Concetto spaziale del 1957 č unopera esemplare del passaggio dalla fase dei tarocchi" a una pittura pił essenziale, in cui, rinunciando al gusto per la ricchezza della materia, si prepara il rigore dei "tagli" degli anni Sessanta. Il dossier si propone di approfondire e documentare i principali snodi di questo passaggio accostando allopera principale altre tele della collezione Boschi-Di Stefano, disegni, fotografie e materiali di documentazione. La mostra si apre con alcuni disegni astratti degli anni Trenta, che costituiscono il punto di partenza dei numerosi studi grafģci per le austere composizioni concepite tra il 1957 e il 60. La Biennale di Venezia dedica a Fontana due sale personali nel 1954 e nel 1958. Non a caso, in entrambe le occasioni, lartista decide di esporre accanto alle opere recenti alcuni lavori del suo primo periodo, a sottolineare una continuitą di ricerca che va al di lą degli esiti formali di volta in volta distinti. Documentano questo aspetto materiali fotografici inediti e un Concetto spaziale esposto nel 19i8 a Venezia. Altre due tele della serie delle Attese testimoniano in mostra limportanza e la coerenza del nucleo di opere di Fontana della collezione di Antonio e Marieda Boschi: la loro casa-museo, passata con la collezione alle Civiche Raccolte di Milano, verrą aperta ai pubblico nei primi mesi del 2001. Concludono il percorso espositivo ulteriori materiali di documentazione relativi al ruolo di Fontana come anticipatore delle ricerche "oltre linformale" che caratterizzeranno il panorama internazionale degli anni Sessanta e che in questo Concetto spaziale del 1957 trovano un possibile punto di riferimento. |