- Fausto Melotti
- SCULTURA 17
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- "Lentamente la musica mi ha richiamato, disciplinando con le
sue leggi distrazioni e divagazioni, in un discorso equilibrato. Così, pur delineando in
alcune mie opere una elementare situazione melodica, ho cercato di dare in altre un valore
sempre maggiore alla scansione contrappuntistica, valendomi delle forme dei canoni, delle
imitazioni, delle variazioni, che sempre si devono presentare in numero esatto e non vanno
confuse, per abbaglio critico, con le infinite possibilità del caleidoscopio".
- Con parole tipiche del linguaggio musicale melodia,
contrappunto, canone, variazione lo scultore Fausto Melotti ha avuto occasione di
descrivere un aspetto centrale del proprio lavoro, che si può sintetizzare nella
sistematica e preordinata ricerca di rispondenze e intrecci di due arti solo
apparentemente lontane: scultura e musica.
- Questa mostra è costruita intorno alla replica autografa in
acciaio inox della Scultura 17, da lui eseguita nel 1935 in filo di ferro nichelato, nel
quadro di un gruppo di lavori astratti assolutamente innovativi in Italia. Si tratta di
unopera di massima levità e rigore classico alle sue spalle si avverte la
rivisitazione della grecità e delle sue armonie concepita secondo principi
compositivi, è il caso di usare questo termine, appartenenti alla musica. Tale riscoperta
dellantico era un aspetto caratterizzante di quella modernità che negli anni Trenta
aveva portato ad un rinnovato apprezzamento del valore della linea pura, della nitidezza
assoluta dei volumi, dellequilibrio "aureo" tra vuoti e pieni, tra spazio
e struttura costruita, in singolare convergenza con il pensiero del De Chirico che
collegava il "misticismo della linea" con "unarte veramente
classica".
- Intorno alla Scultura 17, disegni preparatori dello stesso Melotti
significativamente tracciati su carta da musica e preziosi pezzi di altri
artisti di quel periodo, da Klee a Licini e Savinio, si propongono di restituire il tono
di un passaggio fondamentale dellarte del XX secolo, rarefatto ma tuttaltro
che lontano dal piacere dei sensi, oltre che dellintelletto.
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