- D U E M I L A
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- DUEMILA. Proprio così , gli erano rimaste solo duemila
lire. Che cosa ci poteva fare con duemila lire, alla vigilia del terzo millennio, proprio
non lo sapeva. Assolutamente nulla! Non sarebbero bastate neanche per una birra! Erano le
due del 31 dicembre 1999, e Francis, ah già dimenticavo di dirvi che il suo nome era
Francesco o "Francis", per gli amici, se ne stava in cima ad una collina
nascosta alla vista della città, ad ammirare un cielo particolarmente terso, che offriva
uno spettacolo meraviglioso.
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- Il cielo! Non gli era rimasto nientaltro che il cielo
stellato, che lo aveva affascinato fin da piccolo e dove vi si rifugiava con lo sguardo,
quando aveva bisogno di pensare o di scaricare le tensioni. Cosa avrebbe fatto tra meno di
ventiquattrore, lultima notte del secolo, proprio non se lo poteva immaginare! Solo,
con le sue duemila lire e una macchina senza benzina, sfrattato da casa e senza lavoro.
Solo! E con la certezza che mai, nessuno, lo avrebbe invitato ad una festa. E si
perché, a trentanove anni, i pochi amici che aveva avuto, non pensavano certo più a lui
che si era allontanato a poco a poco, per colpa di quellidea folle che si portava
dietro fin dalladolescenza! Forse non sarà stato lunico al mondo ad aver
avuto un simile tarlo nel cervello. Anzi ora che ci penso, mi ricordo che una volta mi
parlò di una sua amica, che era afflitta dalla sua stessa malattia, il che non lo faceva
sentire solo, e lo aiutava a superare le piccole difficoltà della vita quotidiana.
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- Piuttosto che una malattia, era una stramaledetta maniacale
sensazione, che un giorno sarebbe successo qualcosa di eccezionale, qualcosa che avrebbe
sconvolto la sua vita, che lo avrebbe reso famoso agli occhi del mondo! Ancora gli
risuonavano in testa gli echi delle parole scanzonatrici , che il suo amico Robi gli
diceva quando era pervaso da quella strana febbre! Altro che famoso ! A te ti troveranno
in qualche fogna di Amsterdam, morto stecchito, imbottito di alcol o di droga, e divorato
dai topi! Naturalmente sapeva che quello era solo il modo che aveva Roberto per fargli
capire che disapprovava il suo comportamento, e quindi non se la prendeva poi più di
tanto ed a quelle parole, si allontanava in silenzio, alzando un po le spalle.
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- Ed eccolo li appoggiato ad un tronco dalbero, immerso
nei suoi pensieri, con la speranza ormai persa che quel fatidico momento fosse dunque
arrivato. Ma il destino lo avrebbe accontentato presto
ed ecco che, ad un certo
punto, una palla di fuoco si mise ad arare il cielo ! Sembrava venirgli incontro ! E
si, ce laveva proprio con lui ! Un meteorite che non si era del tutto consumato a
contatto con latmosfera terrestre, grande ormai meno di una capocchia di spillo, lo
trapasso senza che se ne accorgesse, con una forza cosi dirompente da non
lasciargli scampo.
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- Fu ritrovato tre giorni dopo, dai cani di un cacciatore che
passava di li per caso, e la mattina seguente, fu citato da tutti i giornali e da
tutte le televisioni del globo, come uno degli uomini più sfortunati di tutti i tempi.
E si perché un simile incidente, sarebbe potuto accadere di nuovo, con una
probabilità su un miliardo e duecentocinquanta milioni! Povero Francis ! Il destino lo
aveva finalmente accontentato, era finalmente diventato famoso. Sarebbe sempre stato
ricordato, come luomo più sfortunato al mondo!
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