TRADIZIONE AMBROSIANA

Esiste una strettissima connessione tra la Cappella Musicale, il Duomo e la tradizione musicale milanese: se, infatti, la Cappella nacque, con questo nome e con le sue specifiche caratteristiche, insieme alla cattedrale milanese, non si deve dimenticare che, alla sua fondazione, "prese le consegne" della "Schola cantorum" presente a Milano fin dai tempi di sant’Ambrogio, nel IV secolo.

Fu allora che, in una Milano che era punto d’incontro tra varie culture, cominciarono a nascere canti particolari, legati al culto e alla liturgia: erano i primi "pezzi" di un repertorio che, poi, sarà chiamato Canto Ambrosiano: lo stesso vescovo Ambrogio, infatti, componeva melodie e testi di inni, che cantava in chiesa insieme ai suoi fedeli. Fu lui, anzi, che radicò l’importanza del canto nella tradizione liturgica milanese. Racconta sant’Agostino, autorevole contemporaneo di Ambrogio:

sambrogio.jpg (33703 byte) "Non da molto tempo la Chiesa milanese aveva introdotto questa pratica consolante e incoraggiante, di cantare affratellati, all’unisono delle voci e dei cuori, con grande fervore. Era passato un anno esatto […]da quando Giustina, madre del giovane imperatore Valentiniano, aveva cominciato a perseguitare Ambrogio, istigata dall’eresia in cui l’avevano sedotta gli Ariani. La folla dei fedeli vigilava ogni notte in chiesa, pronta a morire con il suo vescovo. […] Fu allora che s’incominciò a cantare inni e salmi secondo l’uso delle regioni orientali, per evitare che il popolo deperisse nella noia e nella mestizia, innovazione che fu conservata da allora a tutt’oggi e imitata da molti […]." (Confessioni 9,7,15) codiceambrisiano.jpg (28623 byte)

Un’altra caratteristica nata ai tempi di Ambrogio è la presenza di fanciulli cantori, guidati da un "maestro del coro dei pueri", che eseguivano un repertorio di antifone e brani a loro espressamente riservati. Repertorio e piccoli cantori, quindi, sono già un'istituzione ai tempi del Patrono di Milano; il cammino iniziato da Ambrogio, poi, fu portato avanti, nei secoli, dai suoi successori, che incrementarono la tradizione musicale ambrosiana finchè, nel 1311, la Chiesa milanese emise il suo primo documento ufficiale in materia musica liturgica, con il quale si ordinava alle chiese collegiate di cantare la messa ogni giorno.

Con la costruzione del Duomo, dunque, la musica entrava di diritto nella Cattedrale, e si faceva portavoce di tutto il bagaglio culturale della tradizione ambrosiana: così mentre il Duomo diventava il centro della vita religiosa milanese, la Cappella trasferiva, all’interno del nuovo tempio l’antica liturgia, insieme all’inestimabile repertorio musicale che la accompagnava.

Ancora oggi il canto ambrosiano fa parte del programma della Cappella Musicale del Duomo, che ha tenuto sempre fede al suo ruolo di "custode": lo studio di questo antico repertorio è affidato a una sezione speciale di cantori adulti, ma anche i "pueri" partecipano: come ai tempi di Ambrogio, studiano ed eseguono i brani a loro riservati.