Unaltra
caratteristica nata ai tempi di Ambrogio è la presenza di fanciulli cantori, guidati da
un "maestro del coro dei pueri", che eseguivano un repertorio di antifone e
brani a loro espressamente riservati. Repertorio e piccoli cantori, quindi, sono già
un'istituzione ai tempi del Patrono di Milano; il cammino iniziato da Ambrogio, poi, fu
portato avanti, nei secoli, dai suoi successori, che incrementarono la tradizione musicale
ambrosiana finchè, nel 1311, la Chiesa milanese emise il suo primo documento ufficiale in
materia musica liturgica, con il quale si ordinava alle chiese collegiate di cantare la
messa ogni giorno.
Con la costruzione del Duomo, dunque, la musica entrava di diritto
nella Cattedrale, e si faceva portavoce di tutto il bagaglio culturale della tradizione
ambrosiana: così mentre il Duomo diventava il centro della vita religiosa milanese, la
Cappella trasferiva, allinterno del nuovo tempio lantica liturgia, insieme
allinestimabile repertorio musicale che la accompagnava.
Ancora oggi il canto ambrosiano fa parte del programma della Cappella
Musicale del Duomo, che ha tenuto sempre fede al suo ruolo di "custode": lo
studio di questo antico repertorio è affidato a una sezione speciale di cantori adulti,
ma anche i "pueri" partecipano: come ai tempi di Ambrogio, studiano ed eseguono
i brani a loro riservati.