Era il 1386 quando larcivescovo Antonio da Saluzzo annunciò
solennemente che i fedeli volevano edificare una nuova cattedrale per la loro città.
E questo lanno di fondazione del Duomo dedicato alla vergine Maria, come
testimonia la lapide ancora oggi visibile nel Tempio.
Da quando il vescovo diede lannuncio ufficiale, i Milanesi furono
trascinati dallentusiasmo: nessuno rimase estraneo di fronte alla grandiosa
iniziativa e tutti si impegnarono per affiancare lopera della "Fabbrica del
Duomo", lIstituto cui fu affidata la realizzazione della cattedrale. Dopo che
il duca Gian Galeazzo Visconti concesse luso delle cave di marmo di Candoglia, nella
bassa Val dOssola, chi non aveva ricchezze da donare, ma solo buona volontà,
contribuì lavorando con le braccia: furono molti i cittadini che trasportarono pietre,
mattoni, marmo e calce dal vicino laghetto di Santo Stefano, al quale, dalla Darsena,
giungeva il marmo di Candoglia, attraverso il lago Maggiore, il Ticino e il Naviglio
Grande. Dopo trentadue anni dalla posa della prima pietra fu addirittura il papa,
Martino V, che consacrò laltare maggiore: era il 1418, e il Duomo doveva ancora
essere completato; era già, però, una conquista e un grandioso punto di riferimento per
la città e i suoi abitanti.
Per arrivare a coronare la guglia maggiore con la statua dorata
Madonnina bisognerà attendere il 1774, mentre le cinque monumentali porte di bronzo,
ricche di sculture, saranno il principale contributo del Novecento. La porta centrale
parla della Vergine, cui il Duomo è dedicato; le altre quattro, invece, narrano la storia
di Milano; lultima che fu portata a termine, realizzata da Luciano Minguzzi nel
1965, racconta proprio la storia della costruzione del Duomo, come a ricordare, sei secoli
dopo, la particolarità di questa cattedrale: il Duomo è dei Milanesi, che così
fortemente lhanno voluto, sostenuto, costruito e amato fin dalla sua prima pietra.