| Umberto Boccioni ELASTICITA In Elasticità di Umberto Boccioni, quadro del 1912, un cavallo montato da un cavaliere passa al galoppo in un paesaggio "moderno", raccontato da tralicci elettrici e ciminiere industriali fumanti sulla linea dellorizzonte. Tali elementi compositivi appaiono però intrecciati in ununica "forma", dove figure e paesaggio si compenetrano suggerendo uninsieme di realtà e di coscienza unitario ma "elastico", continuamente in movimento tra osservazione delle cose e loro restituzione attraverso unindistricabile dialettica di percezione immediata e di memoria. Il linguaggio adottato dal protagonista del Futurismo è quanto più avanzato e innovativo sincontra nel panorama artistico italiano dei primi anni Dieci, prefigurazione delle soluzioni tendenzialmente astratte tipiche di tutte le avanguardie europee dellimmediato anteguerra, oltre che delle sperimentazioni dello stesso Boccioni anche nel campo della scultura. Questopera capitale del Futurismo milanese è il centro focale di una mostra che avvalendosi di confronti con altre opere di Boccioni e artisti a lui vicini (da Previati a Balla, da Marinetti a Depero), di disegni preparatori, di fotografie, di materiali documentari originali, libri e riviste cerca di suggerire possibili percorsi di lettura dellopera stessa: attraverso le strade delliconografia, ovvero dei rapporti di Elasticità con la civiltà industriale e sue "icone" (la ciminiera, lelettricità), oppure, ancora, seguendo la fortuna del quadro, le assonanze dei modi di Boccioni con quelli di altri pittori e le interpretazioni proposte da grandi storici dellarte come Roberto Longhi. |