Sono un po’ eremiti, un po’ funamboli, i personaggi simbolo che appaiono nei quadri di Elena Andreescu.

La pittrice venuta in Italia fanciulla non ha però dimenticato le atmosfere del suo paese d’origine, la Romania. Elena Andreescu, ispirandosi alla tradizione iconologica bizantino-orientale, dipinge con sapiente tecnica pittorica racconti che incantano.

Nei suoi cieli convivono in armonia il sole e la luna, l’aurora e il crepuscolo, il silenzio e il canto. Dipingere per immagini l’ineffabile: ecco l’anelito più profondo che muove dall’interno la sua narrazione. L’artista ha creato un personale alfabeto, un codice visivo. I protagonisti sono: la donna, il clown, il pavone, il fiore, la luna, il castello, il funambolo, l’eremita e altro. Questi elementi di volta in volta compongono scene e situazioni diverse sempre accattivanti.

(Grazia Chiesa)

 

In un’atmosfera di sogno e di favola sfilano personaggi reali, fanciulle, ballerine, clown, animali e oggetti il cui compito è la costruzione di una poetica metafora della vita lambita dall’onda della memoria e della contemplazione.

Desumendo spunti dalla tradizione iconologica bizantino-orientale, con lieve accento ironico e con tenue lirismo, Elena Andreescu, utilizzando deformazioni e segni della cultura visiva occidentale costruisce un suo persuasivo racconto, colmo di fantasiose invenzioni, di illogiche, soavi immagini. E’ una realtà di fatto più viva e più vera, senz’altra legge che quella della visione interiore e fantastica, consolatoria ed un tantino enigmatica nella sua non casuale simbologia, come i suoi gatti dai tondi occhi lunari.

(Tiziana Cordani)

 

Elena Andreescu nata a Timisoara in Romania, si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Nelle sue opere c’è un’atmosfera di sogno e magia, una sorta di attesa e di sospensione in un mondo irreale. Sono visioni che vivono in un racconto, una narrazione fatta di figure alla ricerca di nuove avventure, paesaggi che vivono in una dimensione onirica. Andreescu racconta luoghi provvisori che invitano al trattenimento illusorio per poi comunicare allo spettatore una scena enigmatica di un viaggio senza fine. Una poetica che si divide in continue metafore, stabilendo equilibri sottilmente ambigui, per entrare nei problemi esistenziali.

Leggere un quadro di Elena Andreescu non è facile, occorre un livello di percezione e di apprendimento non comune, un’intuizione quasi immediata nel profondo. A suo modo la pittura di Andreescu è una testimonianza di un sogno: i suoi personaggi entrano in atmosfere magiche legate all’arte orientale, dal disegno minuzioso e pieno di purezza che sta tra l’arte e il suo universo.

(Giorgio Balistrocchi)

 

New York vanta di esser il centro internazionale dell’arte, perciò ci si aspettano molte produzioni artistiche provenienti da altre nazioni.

Una mostra del genere è "Sirene", un progetto artistico di Michele Caldarelli, organizzato dall’agenzia ARS di Milano, Italia, con la collaborazione di Grazia Chiesa e Paolo Pelosini presso la scuola di New York "Guglielmo Marconi", scuola italiana e centro culturale in 12 East 96 Strada.

Questa è solo la più recente di parecchie mostre organizzate da D’ARS in New York per presentare importanti artisti italiani contemporanei e giunge qui sotto l’alto patronato del Console Generale d’Italia, Ministro Franco Mistretta, l’Istituto di Cultura Italiana e la Casa Italiana Zerilli Merimo, New York University. La mostra ha un tema artistico generale "SIRENE" ispirato alla seduttività delle sirene nella grande opera di Omero "L’Odissea". Una tale opera epica possiede molti aspetti che attivano gli artisti, permettendo molte varietà e ricchezza nella loro risposta.

…Elena Andreescu presenta una più reale ma molto bizzarra ninfa, nel suo olio "Sirena a Santorini", sulla spiaggia di questo meraviglioso esempio delle incantevoli isole Greche con la loro antica archittetura.

Come si vede qui riprodotto l’artista, riflette il forte potere dell’epica antica. …

(E.C. Lipton)

 

Rumena, stabilitasi in città (Brescia) nel 1975, Elena Andreescu pur avendo perfezionato la sua cultura artistica all’Accademia di Brera non ha mai tagliato le radici con la sua terra d’origine.

Il quadro si fa icona, l’abitato un villaggio che esce dalla memoria, le immagini divengono simboli, la pittura si traduce in tensione ad un orizzonte che va oltre il quotidiano per esprimere la necessità d’una conciliazione definitiva degli opposti che rendano precaria l’esistenza.

Un’esigenza d’assoluto che non è evasione, ma ricerca d’immagini non effimere, definizioni che discendono da ieraticità bizantine che hanno attraversato i secoli per giungere sino a noi ancora colme di significati. Il pavone che è segno di risurrezione e di totalità, il sole e la luna quali dualità di giorno e notte, di bene e male, l’orologio che insinua la temporaneità nella malinconia dei Pierrot chiusi nella loro solitudine, di questo e d’altro parlano gli esiti della Andreescu.

Arte come schermo su cui proiettare l’ansia di soluzioni sottratte al succedersi dei giorni e delle stagioni. Iconografia che va oltre il velo del reale per interpretare il nostro bisogno di ancorarci a termini di non fragile consistenza.

(Luciano Spiazzi)

 

Un richiamo all’est europeo mai interrotto nonostante gli studi a Brera. Icone (alcune sono eseguite con la tradizionale tecnica su vetro) in cui i simboli del pavone, della civetta, del sole, della luna, di altro si intersecano a profili di villaggi contadini o a pierrot dall’esile malinconia sottolineata dall’orologio che scandisce l’inarrestabilità dell’ora. Non mancano soggetti sacri in cui emerge la figura del Cristo dai grandi occhi dolenti o il sogno di Giacobbe con la scala levata al Cielo. Una breve originale rassegna nella quale le radici di una terra lontana sono ricreate con sottile vena fantastica rilevata anche dal bisogno di recuperare significati non aleatori. Attentamente calibrato il modulo espressivo.

(Luciano Spiazzi)

 

La Andreescu si avvale di moduli novecenteschi con echi di essenzialità alla Brancusi, per attualizzare senza tradirli gli schemi che ancora sono sottesi a molta arte rumena.

(Luciano Spiazzi)

 

 

… La pittrice è riuscita ad assiemare nella sua pittura la tradizione dell’arte orientale con la cultura occidentale in una sintesi efficace e costruttiva.

La sua è una pittura sapiente, minuziosa; il suo disegno è sicuro, il colore gaio, la sua immagine sempre in cerca di nuovi paesaggi di vita. La Andreescu ha il gusto della scenografia e dello spettacolo; le sue opere presentano nello sfondo i paesi della sua terra, sempre in rapporto ai suoi personaggi onirici. Il tutto è dipinto con un pensiero ossequiente al dettaglio, ma il pensiero è sempre di un candore e di una purezza indiscutibile.

(Mario Domenico Storari)

 

Elena Andreescu s’inserisce in un filone narrativo che risente senz’altro della sua terra d’origine (la Romania), ma appare stemperato e coinvolto nei percorsi più occidentali della ricerca mimetica.

Il mondo di Andreescu è costituito da un rapporto favolistico tra la figura umana e quella animale, specificamente tra la figura del felino domestico, il gatto e la donna. E’ storia antica di antiche leggende-quella che vede il gatto come fedele amico della donna, legato alla casa e al focolare, e vede il cane, al contrario, fedele amico dell’uomo che si muove libero nei boschi. Forse Andreescu non si rifà direttamente a queste storie, ma scrive favole nuove, racconti in cui la figura femminile, con i grandi occhi sognanti, si inserisce in paesaggi orientaleggianti, rivissuti in memoria; in questi paesaggi, compare sempre la figura del gatto, con il suo sguardo intenso e severo, con la sua propensione sia alle fusa sia all’aggressione.

Dal punto di vista pittorico, la scrittura di Andreescu sembra emergere – come è di necessità della fiaba – dalla matrice naïf; e tuttavia, ci si trova di fronte ad una naiveté colta, cresciuta negli studi dell’Accademia, che ha guardato a certa figurazione del Novecento, per distendersi in tutte le poetiche figurative in cui la rappresentazione aderisce strettamente al racconto.

Per questa via, i racconti di Elena Andreescu, sembrano voler approdare alla fiaba rivisitata in chiave moderna, poiché non mancano le inquietudini, che a volte velano lo sguardo delle protagoniste (si veda la funambola), ma non mancano nemmeno i sorridenti ammiccamenti alla vita, come nell’immagine del clown che si lascia trascinare in alto, come un personaggio di Calvino, da una luna troppo abbassata sulla terra e facile oggetto da afferrare, mostrandosi solo come una innocua e non tagliente falce.

La verità – sembra dire la pittrice rumena – non è solo nella denuncia: spesso si trova nel sorridente racconto o nella simbolica fiaba.

( Mauro Corradini)

 

… Nelle opere della Andreescu c’è un’atmosfera di sogno e di magia, una sorta di attesa e di sospensione.

La pittrice visualizza, ci fa vedere ciò che i suoi personaggi (o forse lei stessa) sognano ad occhi chiusi ed anche ad occhi aperti… Si tratta di dislevare le relazioni apparentemente assurde ed irrazionali, ma non immotivate, che si intrecciano tra le immagini nell’inconscio, nella dimensione onirica, nel momento in cui cadono le barriere logiche.

La pittrice, raffigura così una condizione interiore, di sogno, che è ritenuta come l’unica autentica, rispetto la non – autenticità della rappresentazione del mondo.

Nel complesso, lo stile è figurativo, poiché le immagini sono immediatamente leggibili. I colori sono scelti e disposti in sintonia con i temi e le atmosfere di volta in volta rappresentati. Ed in questo contesto, la città, il paesaggio, più che uno spazio fisico, diviene un luogo della memoria, sembra provenire dagli anfratti del tempo, dei reconditi luoghi scanditi dal suo fluire.

Nelle tele della Andreescu è esaltato uno spirito visionario, carico talvolta di ironia; la realtà è scomposta e ricomposta in un eterno sogno.

(Piera Piazza)

 

… ho visto le opere di Elena Andreescu e ho cercato di entrare nel suo mondo pittorico.

Ho riletto la favola di "Alice nel paese delle meraviglie", un mondo fatto di simboli, di religiosa intellettualità, di quiete spirituale, di fantastica illusione a cui l’uomo si aggrappa disperatamente.

Mi è sembrato di capire che la sua arte nasce dalla convergenza tra pittura irreale e narrativa intellettuale, mista alla perfezione esecutiva, alla perizia ed accuratezza tecnica.

Nel suo "Giardino incantato", nel suo "Circo fantastico" si possono incontrare personaggi felliniani, allegorici, così perfetti, felici di far parte di un racconto magico, chagaliano, dove anche il sole e la luna sono lì a portata di mano, dove animali ed uomini si parlano con francescana complicità.

Le sue comunicazioni fiabesche si svolgono in un mondo ascetico, in una vita spirituale che ha per finalità l’espansione della coscienza umana, fino all’identificazione con la coscienza universale, che può essere raggiunta soltanto mediante la realizzazione del principio spirituale supremo che è dentro di noi, che sta al di sopra del nostro piano fisico e mentale ed è il nostro vero "Io Eterno".

(Eraldo Di Vita)

 

Favole per adulti o metafora della libertà di vivere.

Elena Andreescu, naif. No. Artista di cultura popolare? Non proprio pop, ma popolare, si. Artista di genuino simbolismo? Quasi.

Per leggere bene la pittrice rumena occorre pensare al suo primitivismo, con intense metafore ambientali.

Ecco, una volta sciolta la riserva categoriale, diciamo che Elena Andreescu viene da Timisoara, ma ha affinato e concluso i suoi studi in quel di Brera.

Nonostante questo suggello lombardo, non si può dire che il suo fare arte non risenta di quella tipica atmosfera da "fiera dell’Est", in cui sono posti i suoi oggetti e i suoi personaggi.

"Favole per adulti", si dirà, molto spesso venienti da situazioni simboliche di un vissuto onirico o, se volete, di un sognato a occhi aperti e narrato sulle tele pensando ad una diffusa matrice popolare dell’Europa che si affaccia dall’altra parte del Danubio.

Soprattutto nel "Polittico del Mare", recente suo periodo, emerge chiaro il ricorso alla metafora di tre grandi bisogni (non proprio simbolici…) che caratterizzano quello che molto evidentemente Elena Andreescu preconizza come l’Era dell’Acquario: la metafora della Nutrizione, quella dell’Amore e quella della Libertà.

Provate a darle torto.

Sogni di pesca miracolosa, dove il Pesce (attenzione alle maiuscole) è inteso come simbologia sacrale e profana insieme ed è amato come elemento nutrizionale, dominante, immanente, totale.

Andreescu vi annette un "ritorno all’acqua", elemento che tutto contiene e dal quale –fino a prova contraria- germina la vita.

E poi, l’amore. In molte opere del polittico le sirene hanno un ruolo evincente, sono le naturali, sognate spose notturne degli allucinati ulissidi che Elena Andreescu pone in coppia sull’arca, con l’unico animale da salvare: il gatto.

Nutrizione, amore e desiderio di libertà (queste vele vogliosamente protese ad un vento impossibile): è l’interpretazione del critico che non vuole qui confondere la lettura di un gruppo di opere con una seduta psicanalitica.

Naturalmente, sono aperte le iscrizioni a leggere il Polittico del Mare di Elena Andreescu in forma tutta diversa.

( Donat Conenna )

 

ANNO

MESE

GALLERIA

CITTA'

PERSONALE/COLLETTIVA

1978

SALA COMUNALE

CASTEGNATO (Brescia)

COLLETTIVA

1980

GALLERIA MORETTO

BRESCIA

COLLETTIVA

1980

GALLERIA BELLOMO

MILANO

COLLETTIVA

1981

GALLERIA MORETTO

BRESCIA

COLLETTIVA

1981

SALA COMUNALE

GARDONE VAL TROMPIA(BS)

COLLETTIVA

1982

GENNAIO

GALLERIA MORETTO

BRESCIA

COLLETTIVA

1983

APRILE

GALLERIA MORETTO

BRESCIA

COLLETTIVA

1984

FEBBRAIO

GALLERIA MORETTO

BRESCIA

PERSONALE

1984

MARZO

PINACOTECA EUROPA

TENNO (Trento)

PERSONALE

1984

GIUGNO

SALONE AZIENDA SOGGIORNO

ISEO (Brescia)

COLLETTIVA

1988

NOVEMBRE

GALLERIA BUSI

BRESCIA

PERSONALE

1992

ART LEADER (PREMIO ITALIA)

BUDAPEST/STOCCOLMA/N.Y.

COLLETTIVA

1993

NOVEMBRE

GALLERIA STUDIO ARTE DUE

VENEZIA

COLLETTIVA

1993

DICEMBRE

GALLERIA STUDIO ARTE DUE

VENEZIA

PERSONALE

1993

DICEMBRE

FIERA ARTE PADOVA

PADOVA

PERSONALE

1993

DICEMBRE

GALLERIA STUDIO ARTE DUE

TEZZE SUL BRENTA (Vicenza)

PERSONALE

1993

DICEMBRE

FORTE SPAGNOLO

L'AQUILA

COLLETTIVA

1994

ART LEADER (PREMIO ITALIA)

PARIGI (FRANCIA)

COLLETTIVA

1994

FIERA ARTE

NEW YORK (USA)

COLLETTIVA

1994

OTTOBRE

MAISON DES LOISIRS ET…CULTURE

PARIGI (FRANCIA)

COLLETTIVA

1995

APRILE

FONDAZIONE BATTAGLIA

MILANO

PERSONALE

1995

OTTOBRE

EXPO ARTE

MONTICHIARI (Brescia)

PERSONALE

1995

DICEMBRE

GALLERIA ZEUSI

MONZA (Milano)

PERSONALE

1996

FEBBRAIO

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

COLLETTIVA

1996

MARZO

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

PERSONALE

1996

APRILE

ASSOC.ARTISTI CREMONESI

CREMONA

PERSONALE

1996

GIUGNO

CITIBANK

MILANO

PERSONALE

1996

OTTOBRE

SCUOLA G.MARCONI

NEW YORK (USA)

COLLETTIVA

1996

NOVEMBRE

ARTESTAMPA

MILANO

PERSONALE

1996

DICEMBRE

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

PERSONALE

1996

DICEMBRE

CM ARTE CONTEMPORANEA

ESSEN (GERMANIA)

COLLETTIVA

1997

GENNAIO

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

PERSONALE

1997

FEBBRAIO

FRANK W.DE BELLIS COLLECTION

S.FRANCISCO (USA)

COLLETTIVA

1997

MARZO

STUDIO D'ARS

MILANO

COLLETTIVA

1997

GIUGNO

FORTE CREST

MILANO

PERSONALE

1997

AGOSTO

ABBAZIA DI PIONA

PIONA (Como)

PERSONALE

1997

SETTEMBRE

MONTSERRAT GALLERY

NEW YORK (USA)

COLLETTIVA

1997

OTTOBRE

EXPO ARTE

MONTICHIARI (Brescia)

PERSONALE

1997

OTTOBRE

FIERA ARTE PADOVA

PADOVA

PERSONALE

1997

NOVEMBRE

PICCOLO TEATRO DI MILANO

MILANO

COLLETTIVA

1997

NOVEMBRE

ART EST

UDINE

PERSONALE

1997

NOVEMBRE

STUDIO FELICITA FRAI

MILANO

COLLETTIVA

1997

DICEMBRE

GALLERIA D'ARTE ARMANDO CIFERRI

BRESCIA

COLLETTIVA

1997

DICEMBRE

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

PERSONALE

1997

DICEMBRE

CENTRO ARTE MODERNA "AGATIRIO"

CAPO D'ORLANDO (Messina)

COLLETTIVA

1998

FEBBRAIO

PICCOLO TEATRO DI MILANO

MILANO

COLLETTIVA

1998

FEBBRAIO

BANCA POPOLARE di MILANO

MONZA (Milano)

COLLETTIVA

1998

FEBBRAIO

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

COLLETTIVA

1998

FEBBRAIO

GALLERIA D'ARTE ARMANDO CIFERRI

BRESCIA

COLLETTIVA

1998

MARZO

FIERA UDINE

UDINE

PERSONALE

1998

MARZO

DONNARTE "LE CIMINIERE"

CATANIA

COLLETTIVA

1998

APRILE

SCUOLA G.MARCONI

NEW YORK (USA)

COLLETTIVA

1998

APRILE

SALA MOSTRE COMUNE MONTEISOLA

MONTEISOLA (Brescia)

COLLETTIVA

1998

MAGGIO

BANCA POPOLARE di MILANO

PARMA

COLLETTIVA

1998

GIUGNO

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

COLLETTIVA

1998

LUGLIO

GALLERIA CIVICA "G.CRAFFONARA"

RIVA DEL GARDA (Trento)

COLLETTIVA

1998

LUGLIO

XIX VERSILIA ARTE

MARINA DI PIETRASANTA (Lucca)

COLLETTIVA

1998

LUGLIO

"ESTATE 1998" SEDE MUNICIPALE

CASTELBALDO (Padova)

COLLETTIVA

1998

SETTEMBRE

EX CHIESA S.ROCCO

ESTE (Padova)

COLLETTIVA

1998

SETTEMBRE

BANCA POPOLARE di MILANO

BOLOGNA

COLLETTIVA

1998

OTTOBRE

SCUOLA G.MARCONI

NEW YORK (USA)

COLLETTIVA

1998

OTTOBRE

FIERA ARTE PADOVA

PADOVA

PERSONALE

1998

NOVEMBRE

ARTE CONTEMPORANEA

FORLI'

PERSONALE

1998

DICEMBRE

LINEART

GENT(BELGIO)

PERSONALE

1998

DICEMBRE

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

COLLETTIVA

1998

DICEMBRE

GALLERIA D'ARTE ARMANDO CIFERRI

BRESCIA

COLLETTIVA

1998

DICEMBRE

PALAZZO PRETORIO

VOGOGNA(VB)

COLLETTIVA

1998

DICEMBRE

CENTRO ARTE MODERNA "AGATIRIO"

CAPO D'ORLANDO (Messina)

COLLETTIVA

1999

FEBBRAIO

VILLA ORMOND

SANREMO

COLLETTIVA

1999

MARZO

ST'ART99

STRASBOURG (Francia)

PERSONALE

1999

MARZO

GALLERIA ARIANNA

BRESCIA

COLLETTIVA

1999

MARZO

AMICI DELL'ARTE

CATANIA

COLLETTIVA

1999

MARZO

ISTITUTO SUPERIORE COMUNICAZIONE

MILANO

COLLETTIVA

1999

MARZO

SALA BORSELLINO

CAMPAGNOLA DI BRUGINE (Padova)

COLLETTIVA

1999

MARZO

MONTSERRAT GALLERY

NEW YORK (USA)

COLLETTIVA

1999

APRILE

FIERA UDINE

UDINE

PERSONALE

1999

MAG./SETT.

CASA LUCA DE REGIBUS

VOGOGNA(VB)

COLLETTIVA

1999

GIUGNO

VILLA CARUSO

FIRENZE

COLLETTIVA

1999

LUG./AGO.

AMICI DELL'ARTE

CATANIA

COLLETTIVA

1999

OTTOBRE

FIERA ARTE PADOVA

PADOVA

PERSONALE

1999

NOVEMBRE

ROCCA S.VITALE

FONTANELLATO(Parma)

COLLETTIVA

1999

DICEMBRE

AMICI DELL'ARTE

CATANIA

COLLETTIVA

1999

DICEMBRE

CENTRO ARTE MODERNA "AGATIRIO"

CAPO D'ORLANDO (Messina)

COLLETTIVA

1999

DICEMBRE

CASA D'ARTE LUCA DE REGIBUS

VOGOGNA(VB)

COLLETTIVA

1999

DICEMBRE

LINEART

GENT(BELGIO)

COLLETTIVA

1999

DICEMBRE

ANT'ARTE GALLERIA

MESSINA

PERSONALE

1999

DICEMBRE

MAC'99

PAVIA

COLLETTIVA

2000

FEBBRAIO

GALLERIA D'ARTE ARMANDO CIFERRI

BRESCIA

COLLETTIVA

2000

FEBBRAIO

PALASPORT

ACIREALE

COLLETTIVA

2000

MARZO

CENTRO ARTE MODERNA "AGATIRIO"

CAPO D'ORLANDO (Messina)

PERSONALE

2000

APRILE

CASA D'ARTE LUCA DE REGIBUS

VOGOGNA(VB)

COLLETTIVA

2000

LUGLIO

STUDIO D'ARS

MILANO

COLLETTIVA

2000

LUGLIO

AL YAG

POZZILLO DI ACIREALE

COLLETTIVA

2000

GIUGNO

EX CHIESA S.ROCCO

ESTE (Padova)

COLLETTIVA

2000

GIUGNO

AMICI DELL'ARTE

CATANIA

COLLETTIVA

2000

GIUGNO

PICOART

CASELECCHIO (Bologna)

PERSONALE

2000

SETTEMBRE

STUDIO D'ARS

MILANO

COLLETTIVA

2000

OTTOBRE

EXPO ARTE

MONTICHIARI (Brescia)

PERSONALE

2000

NOVEMBRE

GALLERIA 9 COLONNE-Spe L'ADIGE

TRENTO

COLLETTIVA

2000

NOVEMBRE

FIERA ARTE PADOVA

PADOVA

PERSONALE

2000

DICEMBRE

GALLERIA 9 COLONNE-RESTO CARLINO

FERRARA

COLLETTIVA