AMICO ALBERO
 
Alto,
Robusto,
dalla pelle scura e ruvida,
dalle lunghe e nerborute braccia
stavi là
in cima alla collina
in tutto il tuo naturale splendore.
Io ti raggiunsi
e sotto di te mi sdraiai,
come in un soffice letto,
e guardandoti verso il cielo
mi accorsi che non avevi volto;
le tue chiome ondeggiavano al vento,
complice,
di carezze per tutto il mio corpo:
sublime era la musica che ascoltavo
e nell’ascolto
ti misi gli occhi,
il naso,
la bocca
e ti creai un volto.