TERZO ENIGMA.
 
L’intreccio casuale degli annali
gettava ai piedi tuoi nel crocevia
quel corpo frutto d’alba e d’agonia.
Anche le sue spalle erano curve
di sofferenza antica;
l’abito largo d’ebreo e di camita.
Posasti su di lui
sguardo di madre che dà il nome
e la separazione fu colmata…
Nel cono d’ombra millenario
serbavi il fuoco di casa e d’ordalia:
fu quel moto sfavillante
oppure il grido che si perse con le fiamme?
Dentro di lui si rovesciò l’idioma avito
e nacque, accanto alla parola prima,
muto geroglifico materno,
la figlia di un altro fuoco eterno.