Per raggiungere F.ete e poter ritornare dal regno dei morti v'era bisogno d'una nave straordinariamente rapida. Questa nave tanto ammirata, come si fosse trattato della prima nave, fu chiamata "La Rapida", Argò.  Su quella nave s'imbarcò Medea, figlia di Neera, "la nuova", o, con altro nome della dea lunare, di Asterodea, "quella della via stellare".

(riferimenti tratti da K. Kerényi, "Gli dei e gli eroi della Grecia")

Questa verginità del grano
mi brucia dentro la mano, anche se biondo
nell’alto mi consuma il fuoco. Stare qui come fossile
e fingere l’ingenuità del pesce rosso.
Non posso. Scindere oltre
la passerella d’incontri, il muto scorrere
dei letti, delle maschere, da questo viso puro.
Sono viva, ebbene, in stupendi contrari
mi dispiego le infinite sragioni chiedo soltanto
la santità di essere increduli alla mirabile visione della vastità
del mare, delle vene, le velature di una libera e incauta navigazione
fra rocce mobili e, «Rapida», essere risparmiata dalle colombe alle tortuose
tentazioni degli umani di avere certo il ritorno tra i vivi e
intatta la potenza degli inferi.
Qui sono stata in altri luoghi, ambigua
Puro inespresso e parola lapidaria
Ho trangugiato versi, spinosi nelle lingue
Dei padri, nelle loro facce sorde ho udito
Parlare le rose e, infine, ho scelto
Di bere fango, di sciogliere
In erba un primevo discorrere.
Chissà Dio come mi ebbe
da quale protervia, dicevano che non ero
se non a sua immagine immacolato insorgere
non una, ma due, negoziale
la mia parte felina, irriducibile
nella sostanza aliena, pupilla indocile
lampeggiante schiena di ogni donna.
Che dirvi? Che esule da un coro
me lo invento? (un dialogo
di figure mutanti nel vuoto)
Potrò anche: penetrare l’uomo
reggere l’incanto, di quella resa
l’energia priva di specchio
nella metafora animale della femmina
acquattarmi in ogni forma
accendermi di sacra tensione.
Per una mutata forma sollevare
il velo della mia stessa identità gettare alle acque
armata da tutti, guidata dalla Neera
al senso delle origini quella della via stellata
in cosmica transumanza leggera
come al varo della prima nave.