- SE DONNA TU
SEI
Quando ti vedo in sorriso,
provo uno sprazzo di
gioia;
quando ti colgo in
tristezza,
si attenua in me l’allegria.
Chiunque tu sia in questo
animo alterno,
non riesco, non voglio
restarti in contrasto;
chiunque tu sia ad
incontrarmi per caso,
non rimango straniero al
tuo passaggio.
Quando ti vedo in dolore,
vorrei pormi in soccorso;
quando ti colgo in
letizia,
sorrido dentro me stesso.
Chiunque tu sia a
guardarmi un momento,
in quell’attimo stesso
un po’ m’appartieni;
chiunque tu sia a ricercar
mio contatto,
già un po’ sei entrato
nel mio orizzonte.
Però, se donna tu sei, in
quest’animo alterno,
in più intensa maniera
provo queste emozioni.
OGNI DONNA E' PIU'
CARA?
Se sincero rifletto e mi
chiedo:
è forse strano il mio
amore?
L’incanto di donna mi
attira,
il sorriso che emana mi
scuote,
al suo consenso non sono
restio;
ma se lei mi accogliesse
benigna,
non so esclusivo ritenerlo
possesso .
Se entro nel suo abbraccio
affettuoso,
non so dirle ti voglio,
mio unico amore!
Te amo di bene infinito,
te sola!
Tu sola per me la più
cara!
Tu sola per me la più
dolce!
Tu sola per me la più
bella!
Eppur tante volte sui
mediatici specchi
dipinto in tal modo è l’amore
maschile!
Romanzi d’amore hanno
tale contorno,
cavallereschi poemi col
cuore sempre trafitto.
Se sincero rifletto pur
ora mi chiedo:
ma crede la donna a questo
romanzo d’amore?
Al tempo d’istinto in
primordiale maniera,
nessuno era tratto ad
esuberanti parole!
INASPETTATA MI SEI APPARSA
Inaspettato incontro: mi
sei apparsa!
Non cercavo insoliti
turbamenti aspri:
semplice, raffinata la tua
figura,
pulita nei modi ed
affascinante.
Un fremito ricomposto,
domato a stento,
voglia di guardarti senza
ferirti certo,
scrutarti ovunque a
partire dal sorriso,
cercando ingenuo una
particolare grazia.
Compiacenti sembriamo,
senza scabri eccessi,
quasi morbide due persone
alla conquista:
mentre parliamo ci
scrutiamo attenti,
quasi rivelandoci una
contenuta gioia.
Già dentro di me il
solito timido pensiero:
anche tu sarai sempre,
solo, nei miei ricordi!
AZIONE E CONTEMPLAZIONE
Ci sono momenti nei quali ciascuno
vorrebbe trasgredire l'impegno di vita,
sottrarsi al fluire degli eventi irrequieti,
ritrarsi in disparte nei propri pensieri.
Ma più grande desiderio si prova talvolta
di sostare nel silenzio della notte serena,
provare a ritrarsi dall’irrefrenabile vita,
senza patire il rimorso di quest'ozio ideale.
Il tempo del disimpegno, solo in me stesso,
mi rimorde talora come l'assillo esteriore:
non capisco, non comprendo come troppe persone
credano di vivere entrambi senza stupore.
M'attira in un tempo una quieta contemplazione;
m'affascina tal'altra la novità in proiezione;
eppure l'una e l'altra m’inquietano un poco:
ed io soffro l'alternarsi dell’una e dell’altra.
Azione e contemplazione, mi domando: cosa sono?
Contemplazione ed azione: come viverle insieme?
Nella contemplazione di Dio coglievo armonia,
eppur l’ho sfuggita aspirando all’azione!
Continuo a restare in questo effimero gioco!
DI FRONTE A TE DONNA
Un casto pensiero di fronte a Te donna
non son più capace di porlo indolore;
un fremito sento se m’appari in sorriso,
idoneo non sono a trattenere il sospiro.
Assai lieve sentivo nel tempo passato
la voglia di stare in tuo tenero abbraccio:
il divino pensiero raffrenava la brama,
in ascetico modo ti tenevo a distanza.
Ma ora in disparte dai devoti pensieri,
non più al riparo dell’ascesi celeste,
d’istinto son tratto a guardare Te donna,
d’impulso mi volgo per cogliere assenso.
Però non riesco a tentarti normale,
non sono capace di pormi per primo:
anch’io sospiro il gesto di Eva,
ma le Eve attuali son solo ai bordi di strada?
Quante sociali convenzioni si danno all’amore,
lo tengono stretto a due cuori soltanto:
si ripaga in cultura ciò che era d’istinto.
Di fronte a Te donna di me stesso son schiavo!
PIU’ NON RIGUARDO SUBLIMI ORIZZONTI
Più non riguardo sublimi orizzonti,
più non m’avvolgo dentro me stesso.
Scacciavo i pensieri volti alla quiete,
pensandoli vacui, di vita incolore.
Rimorso provavo per l’esistenza pacata,
sereno il mio corso non volevo fruire.
Ma che cosa volevi rimorderti dentro?
Pensavi al sublime come assillo costante?
Qualunque esistenza ha suo fascino lieve,
qualunque percorso è pur degno di vita.
Più non riguardo eccelsi traguardi,
come fossero soli entro lo sguardo divino;
più non m’addentro nei devoti sentieri:
anch’essi son lievi, di umano lignaggio.
Tutto l’effimero sta dentro il creato,
tutto sublime ed eterno lui scorre.
Che sia pace o tormento,
sempre dono è la vita!