"L'angelo"

Un lungo e lento pomeriggio grigio.Il tempo ovattato,nell'appoggio delle ali,sovente. Abbiamo provveduto a spolverare un gran nebbione.

Volando e replicando,l'angelo concede il suo richiamo. Che cosa c'è di strano?

Dentro ai doni delle fate,ci sono mangiatori di lacrime,le sue storie senza un senso,un bisogno di parlare. Gran maestro,dimmi in quale mondo sei,non sono un intruso granitico,non sono l'immagine della floridezza. Non esiste odio in una diavoleria infantile,un intrigo,un imbroglio,una trovata astuta e maliziosa e per giunta una diatriba esasperante. La dolce sensazione sgargiante,le fate svaniscono,l'angelo ingrato rimane,solo l'odore del cielo sull'accento straniero.

Una riesumazione del caso,il volo,l'amore sul rapporto passato,l'estrema reazione ad un evento musicale. Il contrasto speciale sulla reincarnazione di un reietto,fresco brivido concepito sulla genetica celeste. Non oltrepassare le porte,andrai al rogo,la tranquillità di chi non è umano,l'apparente felicità venduta per caso,adesso sono in ballo. Angelo caduto,non puoi riprendermi,ho un'ampia scelta,ho la visuale aperta,mi chiamo fuori da ogni gioco.

Alla fine non ho sogni, ma!  Tiriamo innanzi.