| LACROBATA DI UN SOGNO
"Passi incerti e cauti sul filo del sogno in una notte buia rischiarata da una luna gigante " Lacrobata provava e riprovava ogni sera il suo numero ma ogni sera, inevitabilmente, un passo incerto lo faceva precipitare nel nulla perdeva i sensi e li si svegliava. Accadde durante una notte senza luna il cielo pieno di stelle si era alzato il vento Lacrobata, si preparò come sempre, raggiunse la cima della torre dove si trovava la corda che avrebbe dovuto percorrere nel posizionare un piede davanti allaltro, guardò dritto davanti a se e notò allaltro capo qualcuno Attratto da quella sagoma dai lineamenti non definiti, i passi si fecero sicuri, la corda non traballava piu la distanza si faceva sempre minore mentre il silenzio fu rotto dal rumore dei battiti del suo cuore che scandivano come un orologio quegli attimi che lo separavano dalla meta. "Ancora un paio e ci sono" pensò, mentre si avvicinava il punto in cui avrebbe messo i piedi a terra ma dove era quella sagoma? Era sparita, non cera piu o forse non cera mai stata? Un senso di delusione pervase la sua anima tante volte aveva tentato quellimpresa e aveva sempre fallito il solito piede messo male lo aveva fatto precipitare e si era sempre svegliato con un gran senso di stanchezza e di sconforto per aver nuovamente fallito, ma con anche una gran voglia di riprovare, di non arrendersi "Alla fine ci riuscirò" aveva sempre pensato, e ora? Ora dallaltro capo cera arrivato, ma quando si era voltato, aveva visto dinnanzi a se il vuoto lo stesso identico vuoto di quando si trovava dal lato opposto Non si arrese e sottopose se stesso ad unulteriore prova. Quella sera risalì lentamente le scale che lo conducevano alla corda, e giunto in cima, ebbe un attimo di esitazione e non si precipitò ad attraversarla si guardò attorno e si rese conto di quanto in quella vastità di stelle e oscurità che lo circondavano, si sentisse un piccolo, minuscolo esserino fragile e a tratti insignificante. La bellezza delluniverso lo rapì e gli donò un senso di pace Fatto un lungo sospiro, guardò dritto davanti a se e via! ora un piede ora laltro lentamente Assaporò quella sensazione di tensione che in una morsa gli prese lo stomaco ascoltò i battiti accelerati del suo cuore annusò il profumo dellaria di quella notte che a differenza di altre sembrava magica e sostò proprio al centro della corda Lo spettacolo che vide dinnanzi ai suoi occhi gli tolse il fiato il mondo era lì sotto, nel traffico che scorreva, nel volo di un aereo in quota per chissà dove, che lo sovrastava nel bagliore di quella luna gigante che illuminava tutto a giorno Per la prima volta, sentì una gioia immensa impadronirsi del suo animo la paura svanì, del tempo trascorse e lentamente il sole fece capolino allorizzonte Era rimasto immobile in quel punto per molto tempo anche se non sapeva spiegarsi come ci fosse riuscito la notte era trascorsa, non era precipitato come al solito, né si era sentito pervadere da quel senso di sconforto Il sole spuntò, il giorno iniziò a brillare di luce lacrobata si svegliò e stirandosi, si rese conto di essere riuscito ad andare oltre al sogno.
Annalisa Belluco marzo 2001 |