INCHIOSTRO di PENSIERI
 di
Norberto Negri
 
VASCHE DI AFFOLLATA SOLITUDINE
 
Lenzuola sfatte e sparse
le nostre anime
su questo letto di umanità.
 
Camminiamo lungo vasche
di annoiata umana bellezza.
 
Guardiamo, valutiamo e
come la volpe all’uva
alcol biondo preferiamo.
 
Quando questo la mente ci ha confuso,
in lenzuola solitarie ci stendiamo,
annegando in sogni biondi dagli occhi azzurri.
 
Un risveglio di pietra ci coglie,
occhi bianchi di sole accecati,
sfatti e sparsi i nostri corpi
a replicar vasche
la sera torneranno.
       
luglio 2000
  
 
DIFETTO DI CUORE
 
Sono nato con un cuore malato,
non è soffio,
non è aritmia.
 
Se  vede una donna batte alla follia,
non qualunque donna,
ma qualunque donna con il suo cuore negl’occhi.
 
Occhi che ancora non conosco,
ma che avranno un nome appena li vedrò
 
... e il mio cuore sarà guarito.
 
                                                                                              
 SE NON CHIEDO TROPPO
 
Un respiro di donna
per il mio cammino senza fiato.
 
Un bacio in punta di cuore
per il mio cuore malato.
 
Due occhi dove
far riposare i miei.
 
Un letto dove dormire insieme
dopo ....
 
e non doverti sognare più,
ora sei al mio fianco
 
  Agosto 2000
 
 
 QUADRATI DI CIELO
 
Quadrati di cielo
in movimento,
fotogrammi di film
all’ennesima replica.
 
Binari senza incroci
le nostre vite,
ad anello continuo,
indurite a evitar dolori,
incapaci di provar piacere.
 
Una goccia di pioggia,
un refolo di vento,
un niente a spezzar l’annoiata rotta,
attendiamo.
 
Che il quadrato si faccia
tondo,  sfera
tutto.
 
Allargar la vista,
allungar il respiro.
 
Ottobre 2000
 
 
LICEO
 
Nozioni a stampa,
in tracolle di corda.
 
Bambini, non ancora ragazzi
che recitano da adulti.
 
Primi tremori,
primi tepori
per ragazze, ancora bambine,
che donne son già.
 
Pulsioni,
speranze infinite.
Briciole di sogni.
 
24 X 00
 
 
RIPOSTIGLI MENTALI
 
Foto,  biglietti.
Regali, ricordi.
 
Scatole vuote
riempiendo si vanno
d’amori in scatola
svuotati d’amore.
 
dicembre 2000
 
ORECCHIE A MATITA
 
Mattutino sferragliare
dinanzi a immaturi pani
che forno ancora ignorano.
 
Ovattata atmosfera,
di latte
nel naso.
 
Suoni nell’aria
allo studio richiamano.
 
Animate visioni di strisce parlanti
davanti a condite strisce di pasta.
 
Cortili gridanti di gioia
a coprir chiacchere
fra suole e ghiaia.
 
 23 X 00
 
LACRIME DELLA SERA
 
Solitarie serate autunnali
a tirar
ora di branda.
 
Fatue emissioni
drogan la mente
che distratta non sia
da realtà d’accanto.
 
Notti blu
da eterne lampadine
punteggiate.
 
Grigie anime
da passeggeri pianti
trafitte.
 
Future tristezze
troveranno posto.
 
23 XI 00
 
CON RABBIA
 
Senza forza gli archi,
spuntate le frecce.
 
Cupidi allo sbando
amori impossibili
vanno inventando.
 
Se avessero un nome,
al mio chiederei
Cupido o Stupido ?
 
26 XI 00
 
DOMENICHE
 
Pranzi da sonno adulto,
cenette al brodino e grissini
davanti a valvole parlanti
di voci sportive.
Automobiline fra le mani
ad allontanar voci adulte
che domani è giorno di scuola.
Trentanni fa.
 
Pranzi veloci fra urla di adulti
che questa casa non è un albergo.
Uscire che hai già studiato,
vedersi con lei, se c’è,
ma non c’era.
Da amici, allora, a suonare
o far festa,
magari ballare,
magari baciare.
Vent’anni fa.
 
Pranzi di mensa
a rimpiangere crudo e formaggio di casa.
Preparare il cibo per digitali scatole parlanti
di voci sportive da creare senza ascoltarle.
Solitari ritorni fra automobili vere,
per allontanar voci interiori
che domani è giorno di lavoro.
Come gli altri.
 
Novembre 2000
 
 
SINGLE
 
Caldo ferro scivola
 
Guerra a pieghe
facilmente vinte.
 
Misera rivincita
su pieghe del cuore
 
 21 XI  00
 
 
STAGIONI
 
Cade l’ultima
ed è già primavera.
 
30 XI 00
 
 
per...TE
 
Quando gli occhi della notte
su di te si poseranno,
in sogno i tuoi
vedranno, finalmente,
i miei.
Buonanotte,
prima che la notte
ponga il suo manto di stelle
sui tuoi, sui miei,
sui nostri sogni.
7 XII 00
 
 
L’ATTESA CAREZZZA
 
Schiaffi d’aria
dal ponte
 
12 XII 00
 
 
INVERNI
 
Cieli di freddo tersi.
 
Cime innevate
a spiar città gelate.
 
Ombre silenti
su letti di foglie
lasciano orme.
 
Inseguire interiori tepori
di addossate case montane
della vista di vetta private.
 
Rumorosi silenzi
ascoltar inseguire folate di nulla
fra nodose braccia
al cielo rivolte.
 
Infinita luce a cavallo,
giorno più non è,
notte venir dovrà.
 
Freddo terso,
dell’anima il respiro congela.
Primaverile alba,
della mente l’orizzonte rischiara.
 
Dicembre 2000
 
  
CITTA’ IN LETARGO
 
Cofani aperti,
respiri visibili,
grigi angoli di strada
di premature primavere
colorati.
 
Distratta umanità
annoiati meriggi,
di stadi ricolmi
e deserti parchi
prepara.
 
29 Gennaio 2001
 
 
ANGOLI DI CASE
 
Nere punte d’ala
inseguire
sfiorando angoli di case
da prime ombre della sera
nascosti.
 
Di primavera indecisa
umidi abbracci
nell’aria.
 
14 maggio 2001
 
 
SAN VALENTINO
 
Questa notte
qualcuno
ti avrà.
 
Ed io
non ti ho ancora
conosciuta.
 
14 feb 01
 
 
 VALENTINA
 
La curva del mio cuore
è un sorriso,
che porta il tuo nome.
 
10 mar 01
 
 
 TERRENI CUPIDI
 
Di mazzi le rose
nelle mani.
 
Passi,
inutili
nelle gambe.
 
Spine,
nel cuore.
 
autunno 2002
 
 
META NEGATA
 
Un passo,
quasi ci sei,
un’altro.
 
Le sue labbra
a un respiro da te.
 
Sfiori,
tocchi,
un viso, una porta,
la sua anima.
 
Se il tuo cuore
avesse l’amore del mondo,
se il tuo cuore
avesse il dolore del mondo,
 
la porta apriresti...
 
...e saresti a casa,
di nuovo.
 
10/12/02
 
 
 NERI SEGNI in SPAZI BIANCHI
 
Cinque le righe
quattro gli spazi,
vibrazioni a neri chiodi appese.
 
Egizi appunti
parlano al cuore di uomini,
che interpretano,
trasmettono,
attraverso inconsce orecchie.
 
10/12/02
 
DUE RUOTE
 
Raggi tra i raggi
affettano l’aria.
 
Denti,
in catene,
liberano potenza.
 
Gioco di gambe,
tua la città.
 
9/2/03
 
 
PRIMORDIALE VIBRAZIONE
 
Divino pensiero
tutto creò.
 
Dal tutto,
per respiro,
uomo si fece.
 
Sol fra braccia di donna
primordiale vibrazione
ritrova. 
 
11/2/03
 
APPARTENERSI
 
Occhi negl’occhi,
visi nei visi,
due bocche,
un sol pensiero.
 
25/2/03
 
 
MISOGINIA
 
Di bionde chiome,
per timore,
al guinzaglio.
 
Forte,
per sola nomea,
uomo
si trascina.
 
4/3/03
 
QUANTITA’
 
Una rosa per dirti
t’amo,
basteranno mille?
 
Un tuo sol sguardo