uno spesso ed immenso
muro
trasparente ma infrangibile
blocca il mio futuro

a volte con sconforto vi guardo oltre
a volte con rabbia cerco di frantumarlo
a volte con metodo cerco un suo punto debole
a volte con fiducia cerco di scalarlo
a volte, infantilmente, semplicemente chiudo gli occhi
e dico '...abracadabra...'

 

 

il vento
forte ed irrequieto
disperde
i coriandoli della mia vita.
le onde
schiumose ed alte
raggelano
ogni frammento.

lentamente muoio
triturata
dalle tue parole.

 

 

Della bella e allegra cena

sono rimaste solo

le sedie scomposte

e le bottiglie smezzate.

Le luci, ora troppo intense,

rendono freddo

questo silenzioso disordine.

Solo il rintocco del pendolo

riempie questa casa vuota.

Suono cupo

che accentua la solitudine

ed il desiderio di sconfiggerla.

 

 

encefalogramma piatto

la mia vita ora.

 

giornate mute

senza più presente né futuro.

 

l’anima ferita

raggomitolata su una nuvola bianca.

 

il corpo rigido

assordato dal vociare confuso degli altri.

 

lo sguardo vuoto

sperso nei dolorosi ricordi.

 

 

questo sole limpido,
questo cielo azzurro,
quest'aria fresca di primavera
STONA
con il mio umore
e con il calendario...
ma la vita è tutta incongruenza:
il suo fascino,
la sua amarezza.

 

fante di fiori
travestito da re di picche
ti atteggi a uomo disilluso e moderno
ma è solo una farsa:
ti fai scudo con il tuo presunto cinismo.
troppo orgoglioso e immaturo
per ammettere di essere vulnerabile...

lui chiacchera come sempre, allegramente
e tu distratta, lo fissi
d'un tratto, così, senza perchè
ti accorgi che qualcosa è cambiato:
le parole non hanno più importanza
i tuoi occhi non leggono più i suoi
i suoi pensieri galoppano
dove tu non puoi raggiungerli
cogli l'inesorabilità
di ciò che sta accadendo
ma per ora, tu sola te ne sei accorta
e con tenerezza lo guardi parlare
come svuotata dal tuo io vivi questi attimi
senza colonna sonora
colma soltanto di una grande nostalgia...

noi due soli
nella folla frettolosa del bar a mezzogiorno
e quel tuo gesto teneramente disarmante:
un dito leggero sulle mie labbra
non per zittire
ma per riempire gli occhi di parole.

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...tenerissima sorpresa.
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Notte di ferragosto.
Noi su una piccola, forte, candida vela
al largo della Corsica.
In questa serena stellata,
il fruscio lieve e tranquillizzante del mare
mi coccola
mentre ti rivelo che sta crescendo in me
una minuscola stella.
Guardo i tuoi occhi increduli e smarriti,
ma, dolce skipper mio,
non temere di naufragare,
ad un bimbo serve solo
tanto tanto amore.
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