- quasi un urlo
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- se in fondo, in fondo al mondo
- cè un punto dove tutto si congiunge
- e gruma, allora lì scivola
- dritto quel niente, quel confine
- che lanima ci nega a giorno alto
- e scorro a perdermi centro
- dove intera la terra si placa
- dove tutto dun fiato
- il cielo calmo la divora
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- e afferro grani nel mortaio
- del mondo che maciulla il mondo
- e chiedo vita a morsi
- quasi un urlo in bocca larga.
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- risate nella notte
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- la tavola sopra lascia
- che il vino leghi labbra alle parole
- e amici spalla a spalla
- ma sotto, proprio là tra il buio
- si aprono promesse
- tra pelle e gambe e ossa conficcate
- che il passo asciutto
- conosce nelle scarpe quel limite
- bordo che intero unisce
- bene e male: al centro
- dove il silenzio inventa la paura
- dove scordo le frane della vita
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- e intanto le risate della notte
- si sfanno a una a una senza amore.
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