- ZONE FRANCHE
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- Da cinquantacinquenne le frasi in
lettere cubitali sul giornale lo avevano allarmato accendendo
aree nervose dell’amigdala, dell’ippocampo e contattando le
corticali pre frontali ed altre d’indeterminata funzionalità.
- Il quotidiano riportava in prima
pagina la cronaca del giorno prima:
- LA RIVOLTA DI MILANO E LE REAZIONI IN
CINA. SERVE EQUILIBRIO.
- SPERIAMO IN UNO SPIRITO DI EQUITA E
GIUSTIZIA.
- LA TREGUA DI CHINATOWN, MA LA
PROTESTA CONTINUERA.
- SESSO, CLANDESTINI E MERCI
CONTRAFFATTE, COSI LA TRIADE GESTISCE TRAFFICI E DENARO ALL’INTERNO
DI ZONE FRANCHE.
- Ci sono zone franche ovunque.
Zone dove la Legge non arriva perché ci sono i capizona -
camorristi, mafiosi, ‘ndranghetisti e similari. Poi ci sono le
zone franche cinesi, islamiche, dell’est europeo con regolamenti
autoctoni.
- In pochi rispettano la legge
dello Stato oppure ne sono costretti perché facilmente soggetti
ai controlli dell’ufficio delle tasse, del datore di lavoro e in
casa dalla moglie. A pensarci bene anche in casa ci sono aree
franche con esclusivo accesso in pantofole e mai con scarpe. C’è
poi il guardaroba e i comodini riservati all’oggettistica della
coniuge oltre alla scarpiera tant’è che ne ha comprato una per
le proprie scarpe. E poi col telefonino della coniuge come la
mettiamo? Oppure con la borsetta, i conti della spesa e la
cucina? Gli utensili in cucina chi li ordina e censisce? Campi
riservati dove solo lei ci mette liberamente il naso. E i lunghi
enigmatici mutismi che la prendono all’improvviso senza un reale
perché? Non sono questi silenzi coniugali zone di pensiero
franco?
- Estrapolando, ci sono le
categorie iper protette con spiccata autonomia gestionale come
quelle dei prof. universitari, dei notai e dei bancari.
- Si sentiva libero solo in
bicicletta. Con la bici faceva campagnole percorrenze
assaporando l’aria primaverile ricca di umori, con la faccia ai
venticelli e l’illusione che nessuno lo controllasse. Lasciava
la bici in una forra e s’inoltrava per il bosco osservando ampi
declivi erbosi, valloni pieni di siepi e tra i rami sconosciuti
uccelli. Anche lì una volta come se una voce spuntata da chissà
dove a dirgli:
- “Questo non è il posto cui
appartieni.”
- Quelli delle zone franche fanno
soldi a palate e vivono in un altro mondo con regole inusitate,
interdette ai comuni mortali. Quelli delle zone franche fanno
affari e contattano i politici. Egli invece è invisibile come
una particella sub atomica il cui percorso si evidenzia tramite
particolari esperimenti negli acceleratori del CERN. Se
trasgredisce, la sua esistenza si rende visibile ai controllori
che lo rilevano e lo colpiscono. Deve vivere correttamente. Non
esistono alternative. Può illudersi di essere libero solo in
bicicletta su una strada di campagna o nel bosco facendo però
anche lì attenzione a rispettare i divieti anti inquinamento, le
norme della stradale e forestale.
- Dove lo Stato è assente come nei
Quartieri spagnoli tutto è consentito, anche il delitto
vista l’alta incidenza di killer impuniti a Napoli. Nelle zone
franche non si lotta per arrivare a fine mese senza debiti. Da
comuni cittadini meglio è non ammalarsi: subentrerebbero spese
suppletive come i ticket per le visite mediche, le medicine e la
degenza ospedaliera. Non giocare al lotto grosse cifre, non
fumare, sperare che la moglie non si ammali, non abbia problemi
ginecologici o di climaterio visto che l’età avanza, non
prendere contravvenzioni e accordarsi senza dover ricorre agli
avvocati. L’esistenza in chi non è in zona franca deve passare
inosservata come la sua che vive al di sotto della soglia della
visibilità e al di sopra appena di quella di povertà. Non
disturbare chi manovra grosse somme, ha imponenti rendite
finanziarie e vive da nababbo. Quelli stanno in zone franche in
tutti i sensi, le uniche con accesso ai mass media dove ci sono
sempre le stesse facce, i medesimi soggetti come in una cricca.
Le loro immagini diffuse in mille modi e pose: da vestiti, semi
vestiti o nudi, con o senza accompagnatrice; con cravatte e
scarpe firmate o spigliati in apparente rivolta all’imperante
conformismo. Rotocalchi, riviste di gossip, quotidiani, o le
tivvù private fanno a gara nel riportare le notizie dei VIP, i
nuovi dei. Anche la tivvù statale non scherza nell’evidenziare
le stesse facce ad ogni ora. Reality show, reality finction, gli
E.R., gli show calcio, la soap opera: zone franche con
inamovibili personaggi. Olimpi irraggiungibili dove l’aria è
celestina e priva dello smog che alligna in suburra. Di là
l’Olimpo, di qua l’Ade.
- Perché in politica non è lo
stesso? Ricordò una frase letta chissà dove: la politica
italiana così cupa ed ingarbugliata, così tragica ed
indecifrabile…anche lì le zone franche.
- Gli ebbe detto un religioso in
soccorso ai suoi angosciosi dilemmi:
- “Perché il Padre eterno è forse
libero? Deve fare solo il Bene. Uno che deve fare solo il Bene
lo definisci libero? Uno che deve sempre aborrire il Male che
comunque esiste, è libero? Poi è risaputo: nell’aldilà ci sono
zone franche, vedi l’Inferno.”
- “Allora è una necessità generale.
Neanche dopo…dopo la morte se ne può fare a meno.”
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- Così è. Da un po’ questa frase
girovagò nelle sue circonvoluzioni cerebrali fuoriuscendogli
spontanea nei pensieri: così è. Oppure la variante:
così deve andare. Più osservava il mondo brulicante e più
ripeteva tra sé e sé: così è.
- Anche nel cervello c’erano zone
franche: pensieri bui, sogni strani, speranze che la logica
cosciente a stento riesce a troncare, tensioni irrazionali,
afflati, fantasie erotiche, frasi ermetiche. Oppure se toccava
il corno che la moglie solerte gli aveva cucito sotto giacca. O
l’amuleto dietro porta di casa. Erano tutte zone franche al di
fuori della comune logica. Zone aliene.
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- Andare avanti schivando accidenti
interni ed esterni. Evitare zone franche dentro e fuori. Così è.
- F I N E