Sabrina
-
- Sembrava l’ufficio immigrati…
- “Rega’ ne sta arrivà n’antro!”
sbottò il romano sulla porta con la sigaretta accesa
- “Chi arriva?”
- “Er capo!”
- “Quando?”
- “Hanno detto presto, o diceveno ner
coridoio, hanno detto che l’hanno visto
e ch’ è tutto fighetto, stà n’po a vedè quanno dura!
D’a sera a
matina”
- “Vuoi andare a fumare in bagno o devo
tirarti una cucitrice? Che ce frega del direttore? Quando viene lo
vedremo!” proruppe in tono acido Rebecca che a cinquant’anni
ancora sperava nel grande amore
- Il romano se ne andò in un alone di fumo, portandosi dietro i
più curiosi.
- Una giornata come tante, un pomeriggio
come tanti, nel reparto di amministrazione.
- Una decina di impiegati vivevano gomito
a gomito nell’ufficio stretto e lungo. Due piante verdi cercavano
anche loro un briciolo di spazio arrancandosi alla meno peggio
verso la vetrata di una finestra …
-
- Sabrina assorta in un ostinato calcolo che non quadrava, non si era
accorta della vicinanza del napoletano che bonariamente le aveva messo
una mano sulla spalla.
- “Tenimmoce acussi..anema e core… nun
ce lassamo chiù…” cantò con aria languida Gennaro
- “Serve aiuto?... Spara!” chiese
Sabrina togliendogli la mano con fermezza
- “So nammurate i te” incalzò guardandola negli occhi
- “La vuoi finire o no? Ti ho già detto
che ti aiuto”
- ”Tu si a vita mie!”
rispose il napoletano facendo comparire come per magia diverse
pratiche da ultimare.
- “Ecco perché tanta galanteria
oggi!”
- “Sono sempre galante con te, Sabrina,
ma tu non mi vuoi, e io m’accirr!” rispose Gennaro
mentre con la mano mimava il gesto di una pugnalata al cuore
- “Hai finito di scherzare?”
- ”Va’ buò, vado ad annegare il mio
dispiacere in un caffè, tanto nun ce stà niente a fa’!
- “Vai , vai,” disse Sabrina divertita
dalla commedia che puntualmente il napoletano ripeteva ogni volta che
si trovava alle strette e ricorreva al suo aiuto.
- Lo sentì uscire dall’ufficio
accompagnato dal tintinnio delle monetine che servivano per il
distributore automatico. Non molto alto, moro ,occhi scuri, era da poco tempo con
loro. Era un ragazzo simpatico, canticchiava spesso vecchi ritornelli
napoletani.
- Passando davanti al vetro dello
sportello sostò un secondo le bussò e le inviò un bacio su due dita
- “Ecco mi sembrava mancasse
qualcosa!!” disse Sabrina alzando la mano invitandolo ad andare,
mentre un sorriso nasceva sulle labbra di entrambi
-
-
- Il caldo in quelle giornate di fine
giugno si faceva sentire e i due ventilatori non risolvevano nulla,
muovevano lentamente le loro grandi teste grigie e con le sottili
braccia impastavano l’aria divenuta più spessa e umida.
-
- “Sabrina sai qualche novità?”
chiese Cesare che era di passaggio…
- “No, ieri sera non sono uscita, ho
fatto solo alcune telefonate, una a
Bill dicendogli di non comperare più quelle cravatte orribili, un’altra
a Stephi e lì mi sono un poco adirata, le ho detto mia cara
, la vuoi smettere di fare un figlio ogni volta che cambi la guardia
del corpo? Per fortuna mi ha ascoltato quando le ho detto dai! Non con
un domatore di elefanti! Mon dieu!!”
-
- Rideva divertito Cesare mentre si
asciugava una lacrima dietro gli occhiali spessi
- “Adesso chi la ferma?? Lei e le sue
storie sui reali di sangue blu!!” disse
Aida, una collega robusta
sempre in lotta con la bilancia, quando ancora per l’ennesima
volta stava facendo il calcolo delle calorie di un biscotto ai
cereali…
-
- “Cesare?... - riprese Sabrina - Hai
visto che scodella si è messa in testa Elisabetta? Madonna mia! Sai,
era arrabbiata con Camilla per
il colore di un anello, non si intonava con il vestito rosa. Quante
volte le ho detto, Eli alla tua età sei ridicola con quei vestiti
variopinti, possibile che ti devi vestire come un confetto? E sai cosa
ha risposto? Così mi risalta
la pettinatura! Poi mi ha telefonato Naomi voleva sapere se le
prestavo la mia crema abbronzante, le ho risposto, cocca mi spiace l’ho finita
chiedila a Bria..”
-
- Cesare, che era un patito di cronaca
rosa, si divertiva un sacco sentire raccontare di personaggi illustri come fossero lacchè.
Quando Sabrina sbizzarriva la sua fantasia rallegrava l’ambiente, i
rapporti tesi fra i colleghi per un breve tempo si assopivano.
- Era bello ascoltare Sabrina nei suoi
monologhi con i personaggi della cronaca, della moda,
principi e regine, chiamati per nome come fossero vecchie
conoscenze e abitassero al piano di sotto o dietro l’angolo.
-
- Sabrina, una ragazza molto carina, non
faceva pesare la sua
bellezza… era amata e invidiata allo stesso tempo per il suo modo semplice.
-
- Gli occhi chiari sottolineati da un
leggerissimo trucco , splendevano nel viso ovale , le labbra ben
disegnate da un velo di
rossetto, mettevano in evidenza un dolce sorriso. I capelli biondo
miele erano lunghi e appena mossi alle estremità.
- Era espansiva, altruista, vivace e forse
troppo impulsiva e questo le procurava situazioni non sempre facili.
Si divertiva e amava divertire con quei monologhi che esulavano dalle
solite chiacchiere becere, dai soliti discorsi di tutti i giorni detti
e ridetti, parlando invece di un mondo tanto lontano da tutti e di
personaggi inarrivabili.
-
- Cesare , un ragazzo robusto con pochi
capelli e gli occhiali spessi, pendeva dalle sue labbra come un bimbo
al quale si racconta una fiaba
- Nell’ufficio c’era chi ascoltava,
chi lavorava, e chi faceva finta.
-
- Sabrina continuò, presa dal gioco e
lasciando fluire la sua fantasia estemporanea. Facendosi seria disse
come fosse questione di vita o di morte…
-
- “Questa sera
non so se mi va di più un caffè o un gelato! Con sto caldo mi
sa che dovrò rifiutare il caffè di Antonio e invece accettare la
torta gelato che mi offre Sean”
- “Chi?” domandò voltandosi di
scatto l’americana della
scrivania davanti, facendo luccicare con quella mossa , i capelli
bordeaux cortissimi e sparati in alto
pieni di gel.
- “Mia cara - rispose Sabrina con fare
civettuolo- ma come, non lo sai? Ma Antonio Banderas o Sean Connery è
lapalissiano, mi pare!”
- “What?... Lape ..cosa???” ripeté
sgranando gli occhi e facendo una buffa smorfia
- “Ahaha la-pa-lissianoooo…semplice! Ma sai che ti dico? Uscirò
con…”
- “Co ‘ttu nonno! Ahahah” esordì il
romano che era rientrato con il suo seguito e avevano ascoltato
l’ultima parte della conversazione
- “ No !!Esce cu meee!... Anema e coore!” canticchiò, dalla
sua scrivania vicino alla
finestra ,Gennaro sporgendosi dalla sedia.
- “Sempre nelle nuvole! - echeggiò una
voce raffreddata dal
fondo del salone - Scendi Sab! il treno si è fermato!”
-
- Una risata generale mandò su tutte le
furie Sabrina che alzatasi in piedi…
- “La volete finire tutti? un giorno mi
arriverà un invito e vi lascerò tutti nella Merda!”
-
- La parola echeggiò nel silenzio
generale, non era da lei parlare in quel modo
-
- “Cosa fa lei, scusi?”
-
- Una voce profonda e ferma dietro lei la
fece sobbalzare.
-
- L’ufficio si era zittito e sembrava
avesse cambiato d’abito. Tutti a testa bassa alle loro scrivanie a far conti, assorti in pratiche
supermegagalattiche fasulle .
- In una frazione di secondo la scena era
mutata… tutto era ordine e silenzio, anche i telefoni avevano smesso
come per incanto di suonare, solo il rumore delle calcolatrici a
tratti copriva il brusio dei ventilatori.
-
- Sabrina si girò lentamente sentendosi
avvampare, il cambiamento repentino di tutti non lasciava presagire
nulla di buono chi era entrato?.. alzò gli occhi e… davanti a
lei… un bell’uomo , alto, di mezza età, leggermente brizzolato,
in giacca e cravatta la stava osservando
-
- “Che stava dicendo signorina?..”
chiese con curiosità contento
di quell’evidente imbarazzo di Sabrina
- “Nulla , nulla che valga la pena di
ripetere…”
- “Sono il nuovo direttore,… il suo
nome?”
- “Io… - sillabò dalla sorpresa e dalla rabbia per la figuraccia - io…Sabrina”
- “ Si sieda e torni al suo lavoro
Sabrina.. chiuda la bocca!…- dopo aver dato una occhiata veloce in
giro - buon lavoro ragazzi.. a presto!” un cenno della
mano in segno di saluto poi, con passo veloce e deciso, uscì
con un sorrisetto ironico sulle labbra.
-
- Sabrina era rimasta di stucco, il viso
in fiamme mentre i pensieri frullavano come dentro a un frullatore…
- “Ragazzi quello è il capo?.. che figo!”
scattò Aida illuminando
il viso grassottello
- “Non è male!” aggiunse Rebecca
- “Normale!” disse Gennaro
- “So mejo io!!” terminò il romano
- “E’ odioso!...Porcaccia miseria!!! “ esclamò Sabrina
accartocciando fogli bianchi e
tirandoli con forza nel cestino tentando di sfogare la sua rabbia.
- “ Tu.. Sabrina? Io aquila servaggia!
Augh!” scherzò il romano scoppiando in una grassa risata.
- I suoi seguaci lo seguirono e
l’ufficio riprese la solita confusione di sempre…
- “Stai zitto altrimenti ti castro! Chi
è quel vigliacco che l’aveva visto e non ha avvertito?? “
- Sabrina era furibonda. Si passò
nervosamente la mano fra i lunghi
capelli biondi .
- Sembrava un’altra persona, si sentiva
ingannata …
- “Che figura!- masticò fra i denti
- “De merda?” incalzò ancora il
romano guardandola con faccia da schiaffi mentre un ciuffo ribelle
sceso sulla fronte arrivava sugli occhi marroni, vispi , che ridevano prima
delle labbra.
- Sabrina gli tirò la gomma che
puntualmente lui schivò e finì contro il muro
- “Voi tutti angioletti vero?”
- “Accidenti che scena!! Certo che ti ha
dato il ben servito il nuovo direttore, ahah lo chiameremo
“mercurio” ..avete visto come è veloce?” disse Aida contenta di
poter mangiare quel benedetto biscotto senza zucchero
- “Sabrina, quando ti arrabbi sei
bellissima! - disse il napoletano - me fai murì!” e scivolò lungo la sedia piegando la testa tutta da una parte
- “Che gabbia di matti!”esclamò
Sabrina.. e come una furia, uscì dall’ufficio dirigendosi verso il
bagno.
- Il corridoio era deserto…si sentiva il
tacchettio veloce di
Sabrina e….
- Inciampò su quel maledetto pavimento
galleggiante perdendo l’equilibrio, cercò di riprendersi allargando
le braccia, ma nulla…. stava per cadere a terra quando due braccia
da dietro la sorressero in vita.
- “Accidenti!!! Oggi capitano tutte a
me! Prima il direttore tutto fighetto che dice, chiuda la bocca signorina!! Io lo odio! -
parlava a raffica - ora
per poco non cad…. oh mio Dio! Noo!!”
- Trasalì quando guardandosi la vita
vide….
-
- Solo una persona poteva avere la giacca in estate!
- “No, non è possibile! ….” da dove
sbucava? Forse era solo un incubo…
- “Cosa sarei io? Dica?... “ una voce
conosciuta, vicino all’orecchio le gelò il sangue
- Sabrina rimase di sasso. Si alzò,
si aggiustò il vestito leggero , lui le si parò
davanti e la guardò dritto negli occhi
- “Dica, …dica! Io fighetto?...
chi odia lei? “
- Due occhi neri scrutavano
con curiosità gli occhi chiari di Sabrina che era letteralmente
ammutolita. Avrebbe voluto sprofondare…
- Non sapeva come uscire da quella
situazione… perché non stava mai zitta? Perché prima parlava e poi
pensava?? Era in una posizione davvero critica , si morsicò il labbro inferiore
cercando le parole adatte…
- “Io…” iniziò
-
- “Direttore! Direttore! La vogliono al
telefono è urgente!” una vocina stridula dal fondo del corridoio la
salvò… riconobbe la zelante segretaria bassa e cicciotta come un
palloncino .
- Pensare che le
era antipatica, ma in quel momento l’avrebbe abbracciata
-
- “Arrivo subito! - rispose con voce
alta e ferma il nuovo direttore - e lei si ricordi che mi dovrà delle
spiegazioni!”
- “Io?”
- “Lei…Lei….” La voce se ne andò
perdendosi nel lungo corridoio seguendo
il suo padrone che a
lunghi passi divorava quel pavimento galleggiante.
- In un batter d’occhio l’alta figura
nel completo blu sparì…
-
- Ancora immobile Sabrina era costernata..
una volta passi, ma due!
- Dopo qualche passo sentì un tramestio alle sue spalle, si girò,
nessuno. Sicuramente i
suoi colleghi avevano
seguito la scena..
-
- Ora avrebbe dovuto affrontare la fossa dei leoni…
-
- Andò nel bagno. Aprì
il rubinetto…fece scorrere l’acqua, immerse le mani traendo
beneficio da quel getto fresco…vide nello specchio la sua immagine
riflessa, le guance un
poco arrossate dalla rabbia.
- Si passò le mani sui capelli
scoprendo la bella fronte… qualche filo di frangia bagnata ricadde
donando una espressione
più sensuale al viso.
- Chiuse il rubinetto…
- Dicevano che era bella… lei si vedeva
normale.
- La figura
alta e snella era fasciata nel vestito verde acqua leggero,
dalla scollatura si
intravedevano le
bretelline del reggiseno. Era ben fatta e attirava gli sguardi degli
uomini e l’invidia delle donne.
- Uscì dal bagno. Sentiva che la stavano
aspettando…
- Sapeva che l’unica soluzione per
campare in quell’
ambiente era aggredire, chi iniziava la prima mossa aveva più chance.
-
- Entrò nell’ufficio, lo sguardo di
fuoco.
-
- “Se qualcuno si azzarda a dire
una sola parola lo mangio!!” esclamò in tono di sfida.
- Si sedette e riprese , come se nulla
fosse , i calcoli che
aveva interrotto con l’arrivo di Cesare. Nessuno parlò, Sabrina
sapeva bene che era solo
una tregua, ma come una preda nella fossa dei leoni
fiutava il nemico, lo
studiava cercando di prevenire le sue mosse….
-
- Lo squillo del
telefono ruppe il silenzio. Rispose il romano.
- “Pronto! ..chi?.. sì
glielo dico…” depose la cornetta
- “Sabrì te vole ‘n direzione!”
- “Chi?” chiese Sabrina senza alzare
la testa
- “Mercurio!- ribadì scoppiando in una
risata - adesso si fritta! je sei cascata fra e braccia?...”
- “Cosa stai dicendo? Chi gli è cascata
fra le braccia?” chiese furente Sabrina.
-
- La tregua era finita…
-
- “Tu!”
- “Ho inciampato su quel maledetto
pavimento, con quelle mattonelle che si alzano!”
- “Se! E mattonelle che s’
arzeno da sole! Te stà a cercà te vole de là! Datte na mossa!”
sghignazzò guardando i soliti paladini ammiccando con gli occhi
- “A me non vuole nessuno stupido! Tu, e
i tuoi soliti scherzi!”
- “Sabrina come non ti vuole nessuno
…io ti voglio!!!!”saltò su Gennaro
- “Nun stò a scherzà” ribadì il
romano
- “Come non ti conoscessi! Non è la
prima volta! - ribatté Sabrina - vai a quel paese!” e si rimise al
lavoro con più lena
- Si sentirono alcune risatine in
sottofondo e frasi masticate fra i denti
-
- Dopo circa dieci minuti suonò il
telefono di Sabrina
- “Pronto!” disse in tono seccato
- “Devo mandare una carrozza oppure ce
la fa con le sue gambe a venire in direzione?”
- “Coosa?.. chi?..”
- “Il direttore! Sto aspettando, non
l’hanno avvertita? Avanti che non ho tempo da perdere!”
- “Certo ..arrivo”
- Richiuse il telefono con il cuore che le
batteva all’impazzata per la sorpresa e la rabbia
- “Porcaccia miseria! Me lo potevi dire
che non era uno scherzo!!
Ma sei proprio un…” sbraitò Sabrina alzandosi in piedi e
incenerendolo con una occhiata
- “Te l’ho detto!” la interruppe
mestamente il romano
- “Scherzi sempre! Con quella faccia da
schiaffi come si fa a crederti?”
-
- Uscì sbattendo la porta, arrabbiata e
un poco preoccupata. Era decisamente una giornata storta..
‘accidenti a lui, pensò e adesso che gli dico?.. madonna quanto è
antipatico!.. è solo il primo giorno! Cominciamo bene!, ma da dove
arriva quest’uomo? Che cavolo vuole?
ho fatto commenti su di lui...e adesso che spiegazioni gli do?
Uffa!!! Che vada a quel paese! Eh se! Quello manda
me a quel paese!!! Accidentacciooo!!!’
-
- Borbottando fra sé questi pensieri,
gesticolando, e dando un pugno all’aria, Sabrina arrivò davanti
alla porta della direzione.
- ‘calmiamoci si disse’
- Chiuse gli occhi fece un respiro..
-
- Di colpo la porta si aprì e se lo trovò
davanti.
- Sabrina avvampò e sentì le gambe
molli…
- “Ce l’ha fatta ad arrivare!... Si
accomodi!” le disse indicando la poltroncina in pelle nera di fronte
alla scrivania con il piano in vetro.
- “Senta l’ho chiamata perché voglio
sapere…” iniziò in tono ferreo mentre prendeva posto dietro la
scrivania proprio di fronte a lei.
- Solo un metro la divideva da lui,
nell’aria un leggerissimo profumo maschile, si sentì scrutata e osservata con insistenza. Il cuore le iniziò a
battere più forte , il viso in fiamme…
- “Le posso..” interruppe Sabrina
- “Non mi interrompa, ho molto da fare e
vengo subito al dunque.. io desidero sapere...”
- Spostò lo sguardo su di un fascicolo a
lato della scrivania vicino al telefono , lo prese e allungatosi
glielo porse, scoprendo l’orologio in oro bianco dal cinturino in
pelle chiara.
-
- “Qui ci sono dei dati che voglio lei
esamini e voglio il resoconto al più presto, cioè domani pomeriggio,
c’è una lettera davanti in cui le ho elencato ciò che mi
occorre” così dicendo la guardò intensamente provocandole
imbarazzo, poi… repentinamente in tono freddo e distaccato
- “Può andare ..”
- “Io credevo..”
- “Cosa sta dicendo? Parli più
forte..”
- “Nulla , domani avrà
i dati..”
- “Benissimo!”
- Incredula si avviò alla porta, abbassò
la maniglia aprì ..stava per uscire quando..
- “Stia attenta a non inciampare non ho
il tempo per raccoglierla!”
- le disse dandole un’occhiata rovente e
ambigua, poi afferrata la cornetta del telefono, compose un numero…
- “Acc… non si preoccupi!” un guizzo
di rabbia scosse Sabrina che si morsicò la lingua per non aggiungere
altro. Richiuse la porta e sbuffò camminando spedita.. era troppo!!!!
A metà corridoio buttò a terra il fascicolo con uno scatto
d’ira
- “ Che impunito! Che rabbia! Che
rabbia! Che rabbia!”
-
-
-
--------------
-
-
- “Sabrina, amor mio che c’è?” una
voce le arrivava ovattata..
- “Sabri tesoro!” aprì lentamente gli
occhi ..le persiane verdi socchiuse lasciavano filtrare i primi raggi
di sole.
- Un profumo di salsedine l’accolse
avvolgendola delicatamente.. sbatté le palpebre
… due perle nere la stavano osservando piene d’amore
- “Dove sono?”
- “Tesoro svegliati, sei qui con me!”
- Sabrina alzò la mano sinistra per
toccare quel viso vicino al suo e qualcosa brillò.. un sottile filo
d’oro al dito la riportò alla realtà…
-
- Una dolcezza infinita scese nell’anima
facendola sorridere .. tutto era limpido, la coscienza attiva, la
mente sveglia…
- “Che sognavi tesoro , dimmi - si
sedette sul letto accanto a lei - con chi ce l’avevi? Stavi dando i
pugni sul cuscino!”
- “Con te!! Ahahah ho rivissuto il
nostro primo incontro, in quella giornata pazzesca. Ti avrei ucciso!!!
E guarda te! Invece ti ho sposato!”
- Una fresca risata uscì dalle belle
labbra maschili
- “Tesoro è stata davvero una giornata
pazzesca…certo che poi ti sei vendicata! Ci ho
messo un anno solo per farti dire che eri innamorata di
me!!quanto sei testarda!! Ma ti amo anche per questo”
- “In qualche modo dovevo rifarmi ,
no?”
- La baciò con trasporto sulle labbra,
sul collo , sussurrandole..
- “Vorrei che questo viaggio non finisse
mai! Ora sei mia moglie non più
mia dipendente! ”
-
- Dalle persiane verdi semiaperte il
rumore delle onde contro gli scogli si intrufolava nella loro intimità
con una cadenza perfetta e un dolce richiamo…
- “Amore, il mare ci aspetta.. facciamo
qualche tuffo?...”
-
- Sabrina si mise a sedere sul letto, lo
attirò a sé baciandogli il mento salendo lentamente alle labbra ,
accarezzandogli la nuca…
- “Lasciamolo
aspettare! “ sussurrò Matteo con voce roca catturato
dai teneri baci …
-
- “Non è che poi… spunta una sirena
e… signorina vuole una carrozza oppure…. Ahahah” rise divertita
Sabrina muovendo la folta chioma color miele mentre una bretellina
maliziosa scendeva
scoprendo un poco il bel seno…
- Matteo la strinse più forte a sé
interrompendola e
coprendo le belle labbra rosee di
baci…. baci… baci… tanti teneri baci come piccole conchiglie
sulla bianca spiaggia, accarezzate dalle onde, dorate dal primo sole
del mattino….
- Baci piano piano più intensi…
appassionati… ardenti… come le scottanti dune bianche ,
infuocate dal sole cocente…
- Baci …… baci…… baci……
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