E’ NATALE

 

Lui era rimasto muto, non faceva che tenerle l’ombrello, ma la pioggia si intensificava.

Erano ormai inzuppati entrambe: lei continuava a bussare e chiamare; finchè Luigi sbottò:

Una bestemmia più forte di un tuono.

Anche lei si voltò stupita: il suo Luigi non lo aveva mai sentito bestemmiare.

Il pensiero corse al passato, a quelle giornate nere, tra tribunali e liti in casa.

Quel porco del dottore aveva abusato di lei più volte: quando si era ripresa, aveva confidato tutto a sua madre in lacrime. L’aveva narcotizzata e l’aveva tenuta due giorni alla sua mercé.

Sua madre non voleva che lo denunciasse, doveva tacere: il paese è piccolo e la gente parla… non si può accusare il dottore, mettere in piazza un fatto di questa dimensione.

Dunque doveva tacere.

Difatti erano anni che non usciva se non raramente. La sua compagnia era un gatto nero.

Anche lei nella sua ostinazione si creò una prigione ed allontanò la sua unica figlia da lei.

Quella porta non si aprì.

Lei pensò a quell’ultimo giorno, quando uscì decisa da quella porta; lei la seguì fuori:

Ricorda… quelle parole le fecero provare un brivido. Dunque anche lei?

Si voltò. Sua madre piangeva.

Ricorda che si sedette su quello scalino e guardò sua madre in silenzio, dopo essersi asciugata le lacrime, continuò:

Non ricorda suo padre: morì che lei aveva 6 anni.

Ma, nonostante avesse scoperto la verità sul vero rapporto dei suoi genitori, proseguì ed accusò quell’uomo e lo fece condannare.

Il rumore della porta che si apriva… Lei apparve in lacrime.

Si abbracciarono sotto la pioggia.

E scomparve sotto la pioggia.