| LE SCARPINE D'INCHIOSTRO C'era una volta una bambina, di nome Fofia, che abitava in una bella casetta tra i prati, insieme a mamma e papà. Un giorno la mamma disse a Fofia: - Se fai la brava domani ti porto una sorpresa Allora Fofia stette zitta e buona tutto il giorno, cercò di non combinare disastri e di obbedire da brava bambina, per avere la sorpresa. Il giorno dopo la mamma andò in un grande negozio e comprò un paio di scarpine nuove per la sua piccola. Fofia, a casa, aspettava impaziente e quando sentì la porta corse incontro alla mamma. Aprì subito la scatola con la sua sorpresa e vide le scarpine: erano tutte nere, con le stringhe e la gomma sotto. - Ma io le volevo d'oro, come le altre bambine dell'asilo! - disse imbronciata. - D'oro si rovinano subito, invece nere durano di più! - rispose la mamma. L'indomani Fofia andò all'asilo con le sue scarpine nere. Quando la mamma tornò a casa, trovò tutto il pavimento sporco e, vedendo Fofia, si spaventò, perché aveva le mani, la faccia e i vestitini tutti macchiati di nero, un disastro. - Cos'è successo? Come mai è tutto sporco? - Non lo so, sono le scarpine nuove, te l'ho detto che le volevo d'oro, così non mi sarei sporcata! La mamma prese subito le scarpine e le lavò nella lavatrice. Ma quando le tirò fuori, anche la lavatrice era diventata tutta nera e le scarpine gocciolavano lasciando sul lavandino piccole pozze come d'inchiostro. - Lasciale stare, disse la mamma arrabbiata, domani le riporto al negozio! Ma Fofia, di nascosto, prima di andare a dormire, andò a riprendere le sue scarpine. Camminò in tutta la casa e di nuovo sporcò pavimenti e tappeti. - Brutte scarpine, disse Fofia, non mi piacete! Non siete d'oro, non fate neanche tac tac sul pavimento e in più sporcate tutto! Prese le povere scarpine e andò verso la pattumiera. Ma, all'improvviso, sentì una vocina lontana che diceva: - Non buttarci via! Sai, noi non siamo d'oro, siamo d'inchiostro. Però siamo magiche: guarda il pavimento! Fofia guardò e vide che tutte le macchie si erano trasformate in disegni bellissimi, che si muovevano come i cartoni animati. Allora prese una scarpina e la posò sulla poltrona: subito le macchie sulla mano e sulla stoffa bianca della poltrona si trasformarono in Topolino e Biancaneve. Allora Fofia cominciò ad appoggiare dappertutto le scarpine, finchè la casa intera fu piena di disegni animati. Per un po' la bimba rimase a guardare le storie sui pavimenti, sui muri e sui mobili della casa; ma quando si fece tardi, la vocina delle scarpine disse: - Fofia, adesso noi dobbiamo riposare, e anche tu devi andare a nanna: mettici vicino al tuo lettino, ci vediamo domani! Fofia prese le scarpine, le mise con cura ai piedi del suo letto e andò a dormire. Il giorno dopo la mamma trovò la sua casa tutta sporca, macchie sui muri, per terra, sui mobili. Arrabbiata andò a svegliare Fofia e la trovò tutta sporca anche lei: - Cos'hai fatto? Ti avevo detto di lasciar stare le scarpine, che oggi le riporto al negozio! - No, no mamma, lasciamele tenere, ti prego! Sai, sono magiche queste scarpine, ieri sera mi hanno disegnato i cartoni animati in tutta la casa e anche sulle mie mani! - Non dire sciocchezze! Hanno sporcato tutto un'altra volta, ecco cosa hanno fatto, anzi cosa HAI fatto! - Non sono sciocchezze, è vero, hanno disegnato i cartoni per me e mi hanno detto di non buttarle via e di tenerle vicino al mio letto! Ma la mamma non voleva credere a Fofia, così prese le scarpine e le nascose in un armadietto chiuso a chiave, in attesa di andare al negozio. Poi scese giù in sala e andò a prendere lo spazzolone, gli stracci e i detersivi per pulire le macchie della sera prima. Ma mentre cominciava a sfregare la prima macchiolina sul muro, vide comparire due occhietti che iniziarono a guardarla. Poi dalla macchiolina emerse la forma di una boccuccia, che parlò e disse: - Perché non vuoi credere alla piccola Fofia? Le scarpine d'inchiostro sono magiche! Guarda sul pavimento! La mamma guardò e vide le macchie trasformate in bellissimi disegni, riproduzioni perfette di opere d'arte, poesie dall'Orlando Innamorato, loghi Mondadori, cartine geografiche, liste di hotel. - Accidenti, ma allora sono magiche davvero! La mamma andò a chiamare anche il papà che scese giù in sala a vedere cosa stava succedendo. Ma vide solo macchie e sporco, e anche lui non voleva credere alla piccola Fofia e nemmeno alla mamma: - Figurati se possono esistere delle scarpe magiche, e tanto meno che disegnano i cartoni o i quadri d'autore! Adesso pulisco io! Il papà prese lo spazzolone e si avvicinò al muro. Ma quando stava per spazzare la prima macchia, questa si trasformò in un disegno, un bellissimo fucile, con il grilletto che si muoveva. - Caspita! Ma allora è vero! Dove sono queste scarpine, voglio vederle! La mamma andò a prenderle nell'armadietto e insieme al papà e a Fofia provarono a posarle qua e là sul pavimento. Quando le appoggiava Fofia uscivano bellissimi cartoni animati; quando le prendeva la mamma disegnavano i quadri e scrivevano liste e poesie, quando le prendeva il papà, con le sue manone, creavano fucili e scene di caccia. Fu così che tutta la famiglia di Fofia fu convinta a non buttare le scarpine e a non restituirle al negozio. Ma da allora i compagni di Fofia cominciarono a prenderla in giro perché era sempre tutta sporca, le dicevano che la sua mamma non le lavava i vestiti e non puliva la casa. Fofia era un po' triste, ma poi guardava le macchioline trasformate in cartoni animati e si consolava con le sue scarpine magiche. Anche i colleghi di mamma e papà li criticavano, parlottando tra loro, perché erano sempre macchiati. Allora le scarpine magiche cominciarono a sentirsi un po' in colpa e, un bel giorno, decisero di andare via. Quando Fofia si svegliò, cercò le sue scarpine e, al loro posto, trovò un bel libro di favole con una videocassetta di cartoni animati, un quadro d'autore con un volume di location segrete e un bellissimo fucile da caccia. La casa era magicamente pulita e splendente e, sulla porta, c'era un bigliettino: "Grazie per averci tenuto con voi, tanti saluti e arrivederci dalle Scarpine d'Inchiostro". Laura Forti - 1999 |