- I pensieri
che si affacciano al balcone tra la veglia e il sonno, non sono
miei. Sono stranieri invadenti che aprono le valige nel soggiorno
e iniziano a tirar fuori gli indumenti. Poveri stracci,
rappezzati, stesi al balcone anche senza sole, foglie lacere a
coprire semplici identità. Non sono docili, i pensieri che si
affacciano al balcone. Appena in casa, urlano, aprono i cassetti,
rovescia-no contenuti di memoria, ripostigli di verità nascoste.
Quando apro la porta sono già dentro e brillano ad intermittenza,
come lumini accesi nel vento.
- Sono
tentata di rimandarli a casa col primo peschereccio di derelitti,
ma ci sono pensieri bambini negli angoli più bui del mio
soggiorno. Crescono, si ingigantisco- no, mettono rami, rubano l’aria,
bucano il soffitto.
- Da sopra
gli alberi vedo una piccola casa, piccola, una capocchia di
spillo.
- Facilitata
dal sonno, salto da un ramo all’altro con agilità.
- E’
facile sognare, se si è capaci.