PROLOGO

Che cosa ci sto a fare in questo mondo?

Se io morissi chi verrebbe al mio funerale? Mamma, papà, mia nonna, forse i miei cugini, ma chi altri?

E’ inutile passare la vita a illudersi di essere felici e soprattutto di essere amati semplicemente per quello che si è ed io l’ho fatto per troppo tempo, ma adesso ho deciso di smettere di mentirmi da solo…

Su questo riflettevo quella piovosa giornata del ’68 mentre guardavo fuori dalla finestra del mio povero appartamentino nella periferia di Napoli.

Cosa possa portare un ragazzo intelligente, bravo nello sport, pieno di amici e ragazze a pensare a questo non lo so, ma oggi, quarantaduenne, quando ripenso a che punto ero arrivato, a quanta poca autostima avevo, sorrido, ma dentro piango perché la solitudine della mia adolescenza è ancora con me anche se oggi so che al mio funerale verrebbe moltissima gente o almeno la mia amatissima moglie Marta e i miei due figli Giada e Pietro.

Ma a quei tempi tutto era molto diverso e più difficile…