| Quinto Capitolo Alex era felice, avrebbe cenato con Denise, sapeva di non essergli indifferente, la risposta seppur breve al suo bacio gli allargava il cuore. Quella ragazza gli era entrata dentro, si sentiva attratto da Denise e non solo per una questione fisica, anche se doveva ammettere che era stato letteralmente affascinato dai suoi occhi blu. Gli piaceva il carattere battagliero e allo stesso tempo dolcissimo, quella "guerra" lo stuzzicava. Guardò la confezione di orchidee adagiata sul sedile della sua auto, sorrise compiaciuto, erano stupende e regali come quel fiore sapeva essere. Le prese e si diresse verso la sala da pranzo della pensione. Al cameriere che stava finendo di apparecchiare, gli chiese di ornare il tavolo di Denise "Con piacere" rispose il cameriere, un bel ragazzo biondo dagli occhi azzurri e il fisico agile e asciutto. La sala piccola, ma accogliente aveva il soffitto in travi d´abete, quadri alle pareti e un prezioso camino dove al posto della fiamma troneggiava una meravigliosa composizione floreale in un vaso di porcellana antica. I tavoli sparsi vestiti di bianco e verde rendevano l´atmosfera rilassante, un delicato profumo di bosco accentuato dall´umidità della sera, entrava dalle finestre aperte. Alex uscito dalla sala da pranzo, si recò al bar dove servivano salatini con l´aperitivo. Il pensiero fisso a Denise. Guardò impaziente l´orologio, la mente già davanti alla porta della camera per chiamarla, quando all´improvviso... "Eccomi sono pronta!" Alex si girò e la vide a pochi passi da lui... rimase affascinato dalla bellezza e dalla semplice eleganza di Denise. I capelli sciolti e vaporosi accarezzavano le spalle nude e risaltavano sul vestito blu che fasciava il bel corpo. Una piccola goccia azzurra contornata in oro bianco e sostenuta da una catenina sottilissima, decorava lo stupendo decolté. Un malizioso spacco a sinistra, si apriva a tratti mostrando la gamba affusolata facendo volare la fantasia, i sandali blu con il tacco alto, esaltavano le sottili caviglie e rendevano omaggio alle gambe ben proporzionate. Denise teneva nelle mani oltre alla borsa a forma di busta, un golfino leggerissimo. "Ti sei incantato? Non hai mai visto una donna?" disse aspramente mentre in cuor suo si rallegrava dell´effetto che aveva ottenuto. "Di donne tantissime, ma un angelo mai!" "E´ inutile che fai il galante! Mi hai costretto a venire a cena con tutto quel casino, se ci penso, non so cosa ti farei!" "Hai ragione, qui c´è troppa gente, non vorrai dare spettacolo! Mi bacerai in altra sede" "Io dare spettacolo? Assurdo! Qui se c´è uno che ha dato spettacolo quello sei tu! Io baciare te? che faccia tosta!" disse Denise alzando un poco la voce "L´hai già fatto, Denise mia cara andiamo al tavolo? Forse non ti sei accorta ma hai alzato la voce e ti stanno guardando tutti" così dicendo le si avvicinò ancor di più, le cinse la vita e la strinse a sè. Denise ebbe un brivido, la sua spalla nuda toccava il petto di Alex, ne sentì il calore oltre la camicia, arrossì sentendo una forte emozione e quel bacio rubato sul monte le si ripresentò davanti. Subito cacciò quella immagine, mentre una vocina dentro lei diceva! `Non mollare Denise, non lasciarti incantare´...si divincolò dalla stretta con uno scatto repentino. "So camminare da sola, non c´è bisogno che mi sostieni e non sono tua!" "E´ un vero peccato! Formiamo una bella coppia, ma nella vita non si sa mai quello che può accadere!" rispose sussurrandole le ultime parole all´orecchio Alex era affascinante, la camicia chiara metteva in risalto l´abbronzatura, i capelli scuri e gli occhi neri dallo sguardo profondo e magnetico. I pantaloni dal taglio classico color carta da zucchero, acquistavano eleganza dal particolare della cintura in pelle. Il bel fisico dalle ampie spalle, tenuto in forma dallo sport, si rivelava sotto la camicia e attirava lo sguardo ammirato delle donne presenti. Si avviarono al tavolo. Denise vedendo le orchidee esclamò "Che meraviglia! - poi cambiando improvvisamente espressione e tono della voce rivoltasi ad Alex chiese - le hai messe tu?" "No, le ha messe un cameriere biondo con gli occhi azzurri, se erano le mie le avresti scaraventate contro il muro...o sbaglio?" "Non sbagli è quello che avrei fatto!" rispose decisa Denise Si sedettero uno di fronte all´altra. Il tavolo era apparecchiato in modo sobrio ma accurato e le orchidee regalavano un tono di pura eleganza. Denise guardò estasiata i fiori sfiorandoli appena con le dita affusolate, ne odorò il superbo profumo, ne captò le sfumature, i minuti e sublimi particolari di colore, che andavano dal rosa al fuxia, quando Alex la distolse chiedendo "Non vedo il menu" "Il menu? Il principe Alexandro viene in montagna in una pensioncina e pretende il menu! Stasera solo minestra di fagioli e insalata, questo è quello che passa la casa! Ma se ciò non è di tuo gradimento puoi sempre andare in un ristorante in città, ce ne sono a iosa!" disse scuotendosi dall´incanto precedente "Tesoro mio, con te starei a pane e acqua!" "La vuoi finire di chiamarmi tesoro? Non sono il tesoro di nessuno e tanto meno il tuo! Non sei il mio tipo!" "Ho dei forti dubbi visto come hai risposto al mio bacio!" disse fissandola negli occhi Denise avvampò... "Mi hai preso alla sprovvista e poi credevo che fosse... Pierre!" "Ciao Denise!" Pierre avanzava sorridendo verso loro, la camicia bianca e i calzoni neri da cameriere. "Lui..." disse fra sé Alex riconoscendo il ragazzo a cui aveva dato le orchidee per ornare il tavolo di Denise. Era quasi giunto vicino a loro, che Denise si alzò e lo abbracciò con enfasi "Pierre! Che bei fiori! Grazie infinite! Hai avuto un pensiero stupendo sono meravigliosi!" "Denise ho ornato il tavolo per te, ma.." "Non dire nulla ti prego! Ti saranno costati un patrimonio!" "Denise, guarda che..." Alex attrasse la sua attenzione facendogli capire che doveva assecondarla "Non costano tanto e so che adori i fiori" rispose imbarazzato e confuso "Meriti un bacio!" Denise lo baciò vicinissimo alle labbra sbirciando di sottecchi Alex e godendo nel vederlo contratto. Pierre si stupì di quel gesto improvviso e guardò Denise incredulo ed emozionato, mentre ella tranquillamente riprendeva posto al tavolo sorridente e soddisfatta. "E´ bello rivederti, anche se ci siamo lasciati da poco" Pierre ripresosi disse "Denise mi spiace averti lasciato sul monte mentre mi raccontavi..." "Lascia stare Pierre, ne parleremo un´ altra volta" lo interruppe Denise imbarazzata "Ti ha detto quanto desiderasse sapere come era..." iniziò Alex maliziosamente " Alex! La storia è mia non tua!" "Tu sei Alex? Ora è tutto più chiaro!" "Piacere Pierre, a te avrà raccontato che ha sbagliato palazzo, ma non è vero! Aveva il mio indirizzo " "Come osi mettere in dubbio quello che ho detto?" "Ragazzi scusate se interrompo, ma ormai mi reclamano dalla cucina, cosa vi porto?" "Pierre portaci qualcosa di buono" disse Denise cercando di deviare il discorso "Allora che ne direste di un risotto ai funghi, carne alla brace, funghi gratinati, insalata mista e gelato? Ottimo vino e minerale per Denise?" "Ma non avete il menu fisso? Stasera non c´è pasta e fagioli?" chiese Alex con aria stupita "No! Chi ha detto ciò?"rispose Pierre sorpreso. Alex guardò Denise che in evidente imbarazzo torturava il tovagliolo. "Ottimo Pierre, la cena a base di funghi va benissimo..." disse Alex facendo finta di nulla "Portagli delle manite, quei funghi rossi con i puntini bianchi" "Denise , ma sono velenosi!"esclamò Pierre iniziando a capire la natura del battibecco "Lo so, l´ho detto proprio per quello!" replicò Denise fissando Alex in tono di sfida "Attenta Denise! Chi disprezza...compera!!" "Ben detto Pierre!" disse ridendo Alex "Tranquilli ragazzi!" rispose Pierre con il sorriso sulle labbra, mentre a passo svelto se ne tornava in cucina scuotendo la testa "Amor mio, la minestra di fagioli la mangeremo un´altra volta, magari quest´ inverno in baita quando andremo a sciare insieme" disse Alex con voce suadente e calcando sulla parola amor mio, accarezzandole una mano "E non chiamarmi amor mio! Te lo devo dire in cinese che finita la cena noi non ci vedremo mai più?" rimbottò Denise ritirando la mano con uno scatto "Io so che questo inverno andremo a sciare insieme, invece dopo cena che ne dici se andiamo a ballare? Ho visto un localino che deve essere una favola poco lontano da qui" "Ti ha dato di volta il cervello? NO! NO !NO! hai capito?" "Scusa non ho capito? Hai detto no?" Denise lo guardò infuriata, avrebbe voluto incenerirlo con lo sguardo, ma Alex imperturbabile aggiunse "Nel tuo vocabolario deve mancare una pagina, quella fra la erre e la ti" "Nel mio vocabolario non manca nessuna pagina" "Non dici mai sì, prova a dirlo è semplice e facile o sei allergica come io lo sono al peperoncino?" "Non sono allergica e lo dico solo quando mi pare e piace, e non al tuo comando, chiaro?" Pierre li interruppe servendo loro quanto ordinato, il silenzio scese fra loro e iniziarono a mangiare. "Ottimo questo risotto!" sentenziò Alex soddisfatto La cena continuò in silenzio fra il chiacchiericcio generale, il tintinnio dei bicchieri e il rumore di posate sui piatti di porcellana... Alex non distoglieva gli occhi da lei, Denise sentiva di essere osservata, ogni volta che alzava lo sguardo incontrava quello penetrante di lui. Le gote iniziarono a prendere colore e Alex consapevole dell´imbarazzo che le provocava continuava spudoratamente a fissarla "La smetti di fissarmi? Non riesco a mangiare, vuoi guardare nel tuo piatto?" sbottò Denise tagliando con più vigore la carne alla brace "Guardare il piatto non mi dà l´emozione che mi dà l´osservare il tuo viso, sei meravigliosa, anche se ti arrabbi in continuazione, perché non ti rilassi?" "Sono venuta qui proprio per rilassarmi, ma con te è una vera impresa!" "Scusa è semplicissimo non vedo nessun problema" "Tu sei il problema!" "Io? Sono andato persino nel tuo ufficio, ho conosciuto Francesca..." "Cosa? Tu sei andato nel mio ufficio? Tu hai conosciuto Francesca? Quell´infame!" "Ricordi quando mi sventolasti la busta davanti al viso? lì lessi il nome del tuo studio, poi mi sono recato di persona sperando di incontrarti invece ho conosciuto Francesca. È stata tanto gentile e non ha potuto esimersi dal dirmi dove eri" "Come si è permessa quella impunita! E poi cosa c´entra il mio cellulare?" "Nulla, le ho solo detto che ti cercavo da tempo sul cellulare, ma invano anche se non era vero, infatti non ho il tuo numero, ma era per farle capire che fra noi c´era del tenero, così mi ha detto tutto il resto" "Come tutto il resto!!! cosa ti ha detto? del tenero? Sei impazzito? E poi dice rilassati!!..." buttò con foga il tovagliolo sul tavolo, stava per alzarsi quando una voce squillante da metà sala la fermò chiamando ad alta voce "Alex! Mascalzone! Sei proprio tu!! Il mondo è davvero piccolo!!" una donna molto provocante nell´abito rosso fuoco avanzava verso di loro Aveva capelli corti nerissimi, il trucco acceso, ma non volgare, diversi anelli alle dita, bracciali e al collo alcuni giri di perle che ballonzolavano sul petto imponente "Tati! Tu qui?" "Abbiamo visto la tua macchina parcheggiata fuori, e allora ho detto fermi , vado a vedere... vedo che sei in compagnia come sempre... le donne non ti mancano di certo! Sei troppo bello mio caro! " A quella affermazione Denise le sembrò di ricevere un pugno nello stomaco e cincischiò malamente sotto la forchetta il fungo gratinato "Ti presento Denise... lei è Tati" le due donne si diedero uno sguardo gelido senza parlare accennando un sorriso a denti stretti "Dove andate?" chiese Alex al quale non sfuggì l´occhiata velenosa di Tati verso Denise " A ballare, a bere, a vivere la notte mio caro! Ci raggiungi? Tanto la biondina qui è il classico tipo che va a letto con le galline " rispose Tati sempre più vicina ad Alex "Senti bene io non vado a letto con le galline chiaro?" sibilò Denise guardandola fieramente negli occhi Alex comprese che le cose stavano prendendo una brutta piega, per smorzare quello che poteva diventare un incendio disse "Tati andate pure ti ringrazio, ma vado a ballare con Denise" Denise voleva replicare che poteva andarsene al diavolo, ma non volendo darle quella soddisfazione tacque anche se a fatica "Ciao mio caro ci risentiremo... ciao biondina" "Va all´inferno!" masticò fra i denti Denise "Non sarai per caso gelosa?" chiese la fiamma vagante "Gelosa? Assolutamente no!" rispose Denise con enfasi arrossendo "Sei diventata rossa mia cara!" disse velenosamente Tati "E´ solo il riflesso del tuo vestito!" rispose sprezzante Denise La lingua di fuoco se ne andò ancheggiando, portandosi via il sorrisino sarcastico, l´alone di profumo piccante e il tintinnio dei bracciali. "Senti Denise... vorrei spiegarti che io con quella non ho nulla a che fare" "A me non importa un fico secco! Risparmia il fiato" disse Denise alzandosi "E´ solo la donna di un mio amico , intrufolata nella comp... ma dove vai? Non abbiamo finito di mangiare, manca ancora il gelato" "Vado a sistemarmi il trucco va bene?" "Fai presto altrimenti si scioglie" "Tu incomincia" così dicendo attraversò la sala a passo sostenuto sparendo rapidamente fra i tavoli Alex la guardò andare via e oscurandosi in volto pensò ...` qui qualcosa non quadra perché ha preso anche il golfino? perché non ha replicato a Tati sulla frase del ballo rimanendo in silenzio? E quelle occhiate? È gelosa! Accidenti se è gelosa! Lo sapevo che anche lei mi ama... ma cosa avrà in mente?´ "Non avete finito di mangiare, non era di vostro gradimento? Finite così senza neppure il gelato? ho visto Denise salire in camera e di corsa!"disse Pierre preoccupato avvicinandosi al tavolo "Come in camera? Ne sei sicuro?" Pierre confermò con un gesto del capo "La serata non finisce qui, ho bisogno del tuo aiuto perché se è come penso.." "Del mio aiuto? Non ci capisco niente, cosa è successo? Denise mi è sembrata sconvolta... prima i fiori, poi voi due che vi stuzzicate come galletti, vuoi spiegarti per favore?" "Puoi fermarti un attimo?" "Sì il servizio è finito, se non vi devo servire il gelato la mia serata si conclude qui" "Siediti che ti spiego..." iniziò a bassa voce L´espressione del viso di Pierre cambiò mano a mano che Alex raccontava. Al termine i due si salutarono con una stretta di mano "In guerra e in amore tutto è concesso! Ti aiuterò..." declamò Pierre alzandosi dal tavolo... |