| Quarto Capitolo Denise era felice di aver chiesto mezza giornata di permesso e aver anticipato il fine settimana per recarsi in montagna. Spesso si rifugiava nella vecchia pensione fra i monti, a conduzione familiare, trascorreva due giorni e ritornava a casa rigenerata lasciando le fatiche e le noie di un periodo di lavoro. Un posto stupendo fra il verde, cibi sani e tanta tranquillità. Amava fare lunghe passeggiate e in particolar modo arrivare sulla collina e lì a contatto con il cielo gustarsi il panorama in perfetta solitudine. Era appena arrivata e già non vedeva l'ora di recarsi al suo posto preferito. Dopo aver fatto una doccia, raccolto i capelli, indossata una leggera tuta grigia, stava per lasciare la camera quando il cellulare si illuminò suonando... "Pronto" "Ciao Denise, sono Francesca! Allora va il cellulare!!" "Certo che va, è sempre andato perché?" "Perché ha provato tanto, ma non funzionava" "Chi ha provato tanto?" "Dai che lo sai, potevi anche dirmelo, ma capisco..." "Cosa stai dicendo? Di cosa stai parlando?" "Concordo che hai un carattere difficile, permaloso e inquieto, e ti perdono perché ho il cuore tenero e romantico" "Mi perdoni? Ma di cosa? Francesca sei sbronza? Oppure ti è preso il delirio tremens?" "So che vai a fare una passeggiata, sei peggio di un orologio svizzero, mi sembra di vederti... già in tuta?" "La vuoi smettere e cercare di essere più chiara? Chi mi ha cercato?" "Lui ti ha cercato e non fare la finta tonta, comunque io mi sono sentita in dovere di aiutarlo, è stato gentile con noi..." "Francesca!!! vuoi smettere con questi indovinelli e dirmi una buona volta chi è???" "Non mi dire che l'avvocato Sili non... ops c'è il capo devo andare ciao!" "Francesca!!!! Rispondi!! Eh no! Ogni volta non puoi lasciarmi così a mezz'aria! Io ti strozzo!!" Denise era furente... non capiva cosa avesse voluto dire l'amica e compose immediatamente il numero dell'ufficio Occupato... 'Dannazione!' urlò fuori di sé Denise scaraventando il cellulare sul letto. 'tanto prima o poi ti becco e dovrai spiegarmi accidenti!' L'avvocato Sili? Mamma mia va a finire che ho sbagliato qualche firma, quel giorno ero veramente stanca e con tutte quelle firme... L'avvocato Sili mi ha cercato più volte al telefono? Mah! Francesca mi sembrava allegra se c'era qualche guaio avrebbe avuto un altro tono... boh non ci capisco niente, è meglio che mi affretti a fare la mia passeggiata per disintossicarmi da Francesca, dal lavoro, da tutti... monte mio arrivo!´ Così dicendo uscì dalla camera, attraversò il corridoio scese i tre ampi scalini e si ritrovò nel bel giardino della pensione "Signorina come va? La vedo alterata" "Solo un contrattempo, ma nulla di grave devo chiarire una cosa, ma entro questa sera senz'altro avrò chiarito tutto" "Va al solito posto?" "Sì Aldo, al solito posto, a contatto con il cielo, a presto " "A presto signorina Denise, buona passeggiata" Aldo il vecchio giardiniere, si rimise a potare la siepe e Denise con passo svelto si avviò verso il sentiero che l'avrebbe portata alla sua meta preferita. Il cielo terso, l'aria amorevolmente calda, il profumo di bosco, accompagnavano Denise che ad ogni passo lasciava dietro sè la zavorra della città, del lavoro, dei problemi, Francesca e i suoi enigmi. Ad ogni passo sentiva il cuore alleggerirsi, le membra riscaldarsi, il sangue fluire, il cuore battere più veloce. Si addentrò nel sentiero... le piante erano più alte, più fitte, il verde nascondeva l'azzurro e faceva da padrone. Farfalle bianche sbucavano dai cespugli, un breve volo poi sparivano inghiottite dal verde. Gli uccellini nascosti fra i rami intonavano melodie o si scambiavano discorsi . Era arrivata. Le piante si erano fatte più rade e lasciavano il posto a un prato meraviglioso. In cima al monte, Denise allargò le braccia e respirò a pieni polmoni. Il panorama era stupendo, la pensione ai piedi del monte sembrava un cioccolatino, i campi lontani tanti quadratini colorati, le case caramelle, le strade fili di zucchero filato, i boschi ciuffi di menta, le montagne stampe nel cielo. Il cielo... Immensa distesa azzurra, meraviglioso spettacolo della natura, tutto a un tratto... "Denise!" A quella voce maschile Denise si girò, un sorriso spuntò sulle labbra, riconoscendo l'uomo che avanzava "Che sorpresa! Dopo tanto tempo! è un piacere...- si abbracciarono contenti di ritrovarsi - Pierre! sempre a cercare funghi?" "Sì - rispose sorridendo il bel ragazzo - poi li vendo alla pensione.. tutto bene? Sempre al solito posto eh?" "Tutto bene Pierre, sì sempre al solito posto, appena posso salgo quassù e lascio i miei affanni" "Il cuore? Sempre libero?" "Ahaha sì sempre tranquillo gli ho proibito di innamorarsi, troppo dolore, ti avevo raccontato di Steven ricordi? " "Certamente, l'hai più rivisto? e Francesca?" "Non ho più rivisto Steven anche se mi ha telefonato un sacco di volte, ma quando chiudo una storia è per sempre... Francesca? È sempre la solita casinara... ricordi che ti raccontai di quella volta che mi chiese di aiutarla?... aspetta... poiché è una bellissima giornata ne approfitto mentre ti parlo di prendere il sole, fra poco se ne va e questi raggi sono i più belli.." Così dicendo si sfilò la giacca della tuta la stese a terra e ci si sdraiò sopra. Era bella Denise nel body aderente che lasciava nude le spalle e regalava allo sguardo una generosa scollatura. "Non ti arrabbi vero, se ti dico che sei bella?" "No Pierre sei l'unico con il quale non mi arrabbio, sei un caro amico e solo a te ho confidato parte della mia vita, siediti che ti racconto!" "Denise non potrò stare molto, in pensione aspettano i miei funghi, e ..." "Non mi interrompere Pierre, quando dovrai andare vai continuerò a raccontare i miei problemi al cielo" "Non mi sembra carino lasciarti mentre parli" "Non preoccuparti, mi fa bene sfogarmi, la prossima volta mi dirai dove sei arrivato" "Ahaha sei tremenda, va bene raccontami quello che vuoi... allora dicevi, Francesca è sempre la solita, cosa è successo?" Denise iniziò a raccontare tutto ciò che era accaduto, dalla telefonata con Francesca all'incontro con Alex, all'avvocato Sili, con gli occhi chiusi, godendo dei raggi del sole che ormai avevano perso la loro potenza, ma ancor più piacevoli. ..... sai quando ho visto Alex ho provato un certo non so che allo stomaco, mi faceva rabbia perché è un tipo presuntuoso, si sente bello e molto sicuro di sé e io non lo sopporto però accidenti ti confesso che c'è stato un momento nel suo ufficio quando stavo per andarmene che ho sentito un impulso... sì un forte impulso di baciarlo.. mi indispone e allo stesso tempo mi attira, sai ha un bel sorriso e una bella bocca, chissà come sarà un suo bacio... un suo bacio deve essere..." "Pierre, mi stai coprendo il sole ti sposti per favore?..." "Pierre!" aprì gli occhi sbatté le palpebre, li spalancò Due labbra si stavano posando sulle sue, cercò di muoversi ma troppo tardi... mani maschili avevano fermato le sue mani trattenendole a terra e morbide labbra la baciarono, delicatamente poi in maniera più audace, possessiva, la lingua cercava sensualmente di aprirle. Dopo la resistenza iniziale, Denise venne rapita da quel bacio e cedette a quel gioco meraviglioso, sublime, da brivido, per un attimo tutto sparì e una dolcezza unica la invase, i sensi si risvegliarono e tutto girò in un turbinio di sensualità. All´improvviso si divincolò riprendendo coscienza di sé, le mani maschili lasciarono la presa e il viso si scostò... "ALEX!! Come ti sei permesso di baciarmi? E cosa ci fai tu qui? E Pierre? Oh mio Dio!!" gli urlò a raffica con il viso in fiamme dandogli pugni sul petto "Pierre? Qui non c'è nessun Pierre, e poi sei stata tu a chiedermi di baciarti" "IO? Ma tu sei pazzo! Io parlavo con Pierre ed è ben diverso!" "Ci risiamo con le tue scuse, tu mi hai visto, e volendo che ti baciassi hai detto, chissà come è un bacio di Alex, e io come potevo non esaudire questo tuo desiderio, mi sono detto mi sacrifico" Denise si alzò furente. Erano passati al tu in modo del tutto naturale. "Io non ti ho visto!!! Avevo gli occhi chiusi! Come hai potuto? Poverino si è sacrificato!! Hum che rabbia!!" "Oddio non baci male, ma sei inesperta!" disse Alex sorridendo, toccandosi le labbra e guardandola negli occhi "Ha parlato Marlon Brando!" "Perché ti arrabbi? In fondo ti è piaciuto!" "Coosa? mi è piaciuto? Ti sbagli di grosso!" così dicendo dopo aver raccolto la giacca della tuta, si diresse verso il sentiero, era furibonda "Denise, tu hai espresso un desiderio e io ho solo esaudito! Ceniamo assieme stasera?" chiese con il più candido dei sorrisi "Non ci pensare neppure! Non voglio vederti mai più" camminava in fretta giù per il sentiero con il cuore che le batteva all'impazzata... era sconvolta da quel bacio e non voleva ammetterlo "Denise sono venuto fin quassù per te, dai ceniamo assieme così ti racconto come ho fatto a trovarti" "Non mi interessa per niente, non abbiamo nulla da dirci e non esco con te neppure se ti metti a suonare le campane! Vai a quel paese non ti voglio vedere più!" "Denise sei testarda, ma anche io lo sono!" "Vai al diavolo!!!" I capelli si erano sciolti e seguivano l'andatura sostenuta emettendo riflessi incantevoli. Denise era arrabbiatissima il viso in fiamme, quando arrivò alla pensione seguita poco lontano da Alex. Il giardiniere la osservò sconcertato. "Signorina che è successo? È stravolta! " "Nulla Aldo, solo un contrattempo.." "Ancora? Che giornata!" "Sì un inferno!" così dicendo Denise sparì all'interno, salì in fretta le scale e dopo aver percorso di corsa il corridoio, si infilò in camera e si chiuse dentro. Si passò una mano sulla fronte era madida di sudore, il cuore pareva le scoppiasse, aprì il rubinetto della doccia, si spogliò e si mise sotto il getto dell´acqua. Le labbra ancora le bruciavano per quel bacio che non osava dire nemmeno a se stessa, ma le era piaciuto e aveva risposto suo malgrado, si sentì sconvolta per non essere riuscita a frenare i sensi. Cercò di calmarsi, ma anche il profumo balsamico del bagnoschiuma non fece effetto...il sapore di quel bacio rubato, meraviglioso e sublime la faceva ancora tremare. Chiuse il rubinetto, indossò l'accappatoio. Con l'asciugamano tamponò i lunghi capelli biondi... Chissà dove era andato Alex, ma come aveva fatto a trovarla? Chi gli aveva detto dove era? Un pensiero iniziò a prendere forma nella mente... no non poteva essere, non si conoscevano... ma... prese il cellulare e compose il numero di Francesca... "Pronto" "Francesca! Ora ti ho beccato e mi spiegherai..." "Vorrei Denise, ma in questo momento sono impegnata con Fabrizio... tu capisci... vero?" "No non capisco! Rispondi a questa domanda! Hai..." "scusa, chiamami domani, l'amore mi attende, ciao " la comunicazione si interruppe "No! non è possibile!" sbuffò Denise ' ci sarà un momento che avrai libero accidenti! Ringrazia che sono lontana altrimenti ti avrei ridotto in polpette!´ Buttò il cellulare sul letto, continuando a pensare ad alta voce `Alex non mi ha seguito, forse sarà andato via, meno male! ' Si asciugò i capelli con il phon, erano stupendi... si guardò allo specchio, il viso arrossato dal sole metteva in risalto gli occhi bellissimi, le labbra rosee sentivano ancora quel bacio che dovette ammettere stupendo. Ma non sarebbe ricaduta nella trappola, non doveva più vederlo anche se sarebbe stato difficile dato che la pensione era piccola e la sala da pranzo ancor più piccola... non voleva rinunciare alla sua vacanza , anche se era solo un fine settimana... Iniziò a vestirsi quando dalla finestra aperta sentì chiamare a gran voce il suo nome... "Oh no!" Si sporse e vide Alex appoggiato al muretto che la guardava "Denise! Vieni a cena con me?" "No! vattene!" "Non mi costringere a usare la maniere forti!" "Vai a quel paese!" "L'hai voluto tu!" Denise stava per chiudere la finestra quando sentì qualcosa scampanare Guardò e vide Alex che faceva suonare un vecchio campanaccio a più non posso. Continuava con insistenza, procurando caos nel silenzio... alcune persone uscirono dalla pensione sbalorditi di quel frastuono chiedendosi cosa stesse succedendo "Smetti gli urlò dalla finestra Denise" sbracciandosi affinché smettesse Alex si fermò "Vieni a cena con me?" richiese nuovamente "NO!" Riprese a suonare con più forza... anche il giardiniere si era avvicinato e tutti si misero a guardare verso la finestra di Denise...era un lotta di resistenza. Diverse persone si stavano radunando accanto ad Alex e la cosa stava diventando di dominio pubblico. Alcuni ridevano divertiti. Denise iniziò a sentirsi a disagio per essere la causa di tanto schiamazzo e allo stesso tempo non voleva cedere... Sperava che Alex smettesse, speranza vana visto che il suono era raddoppiato, ora ne suonava addirittura due, uno per mano... A quel punto Denise si arrese "Verrò a cena , la vuoi smettere? Accidenti a te!!" Per incanto tutto cessò e ritornò il silenzio. Alcuni batterono le mani, Alex la fissò sorridendo soddisfatto "Ti aspetto nella sala da pranzo, quanto ci metti a prepararti?" "Va' all'inferno!" "Devo ricominciare?" disse alzando i campanacci "No!! scendo fra poco, porcaccia miseria" Nel chiudere la finestra, sentì la fresca risata di Alex e i complimenti che il giardiniere gli formulava, ricordando i vecchi tempi... Denise era furibonda, aveva accettato solo perché stava diventando un caso nazionale, lei che invece voleva trascorrere in tutta tranquillità il fine settimana. Gliela avrebbe fatta pagare, se credeva di averla in pugno e aver vinto si sbagliava di grosso! Gli avrebbe fatto andare di traverso la cena, parola sua!... |