Terzo Capitolo


Davanti a sé vide giungere nientemeno che Alex..
Nel vederla si interruppe non credendo ai propri occhi, un sorriso nacque sulla bella bocca e brillarono gli occhi scuri..
"Vada  pure Pina, torni con quello che le ho chiesto"
"Sì ingegnere, permesso, signorina..."
Così dicendo, dopo averle dato un´occhiata strizzando gli occhi, con passo svelto sparì.

"Denise, lei qui! Finalmente! l'aspettavo, anche la mia segretaria l'ha riconosciuta!- esclamò sorridendo Alex - a Pina non sfugge nulla le avevo fatto una descrizione dettagliata  di lei e con la memoria di ferro che ha si è ricordata persino il suo nome!"
"Lei ha parlato di me alla segretaria?"
"Certo! Ho pensato molto al nostro incontro ed ero sicuro che lei sarebbe venuta a trovarmi, venga si accomodi!" disse  invitandola con una mano ad entrare
"Assolutamente no!  non sono qui per lei, non cercavo lei" così dicendo si girò
 
Alex sulla porta  con le spalle appoggiate allo stipite e a braccia conserte, a voce alta disse...
"Ah no? Mi dica se sbaglio... siamo in via dei platani, giusto?"
Denise si fermò e  guardandolo rispose
"Sì e allora?"
"Al numero 8, giusto?"
"Sì"
"L'indirizzo che le avevo scritto sul libro , giusto?"
"Non ricordo, ma che c'entra?"
"Lei era sì o no  davanti alla porta del mio ufficio?"
"Sì io stavo..."
"Come fa a dire che non cerca me?"
Denise si sentì colpita, il  ragionamento non faceva una piega era solo pura coincidenza
"Finito l´interrogatorio? Non cercavo lei! Ma l'avvocato Sili"esclamò a voce alta
"Qui non c'è nessun avvocato, se si è pentita di essere venuta, cerchi un'altra scusa  perché questa è troppo banale"
Denise con il viso in fiamme risentita  avvicinandosi a lui sbottò
"Insomma, le ho detto che cerco l'avvocato Sili, vede questa busta? - così dicendo gliela sventolò davanti al viso -  Gliela devo consegnare... che situazione!! quando ritorna Francesca la lincio!! mi ha detto il palazzo con l'orologio, io l'ammazzo..."
"Lei cerca un avvocato, e invece davanti a lei c'è un ingegnere, come cambio non ci rimette, che dice?"
"Io non faccio nessun cambio! Vede questo timbro? È il mio ufficio! Vede questo nome? È l'avvocato che cerco!" così dicendo gli mise la grande busta davanti al viso. Si passò un mano fra i capelli, guardò l'ora, cambiò repentinamente espressione aggiungendo con un fil di voce
 
"Ma se qui non c'è allora dov' è l'avvocato Sili?" si sentì  persa  era sera  e il tempo stringeva, la paura si impossessò di lei...
"La vedo molto preoccupata, oserei dire impaurita... le credo anche se  non mi è chiaro nulla, deve essere molto importante per lei  trovare questo avvocato"
"Se non lo rintraccio questa sera, la mia amica verrà licenziata è chiaro ora?"
"Sotterriamo l'ascia di guerra?... entri nel mio ufficio le prometto che troveremo il suo avvocato"
"Non è il mio avvocato!... Ha la bacchetta magica là dentro?"
"No ho l'elenco del telefono!"
"Non ho altra scelta, verrò nel suo ufficio mio malgrado"
"Lo sa cosa le dico Denise? Sono grato alla sua amica, e a questo avvocato che non conosco, ma  gli sono debitore, se non era per lui, lei non sarebbe mai venuta vero?"
"No! E se la sua zelante segretaria non avesse aperto la porta in quel preciso istante non ci saremmo più visti"
"Brava Pina! Le aumenterò lo stipendio"

"Venga le faccio strada" disse Alex sorridente e grato al destino che lo aveva aiutato, quella ragazza gli piaceva tremendamente
Denise osservò l'alta figura di lui,  i capelli neri, l'abito sportivo elegante, l'incedere era di una persona che faceva  sport.
Attraversarono una piccola anticamera sicuramente l'ufficio della segretaria. Alcuni schedari, una scrivania.
"Venga Denise questo è il mio ufficio!" le disse fermandosi sulla soglia che introduceva a un ufficio grande, bello luminoso.
Denise entrò...
A destra grandi finestre permettevano alla luce di inondare ogni cosa... il bel tavolo in legno dalla calda tonalità  naturale con le sue venature, la poltrona in pelle, il computer, il telefono, il mobile antico addossato alla parete .
Attraverso le ante in  vetro si intravedevano molti libri. Lateralmente  una ricca pianta di edera dalle foglioline verdi e bianche scendeva rivestendolo per metà.
Due piante verdi stupende ricche di foglie verdi rendevano l'ambiente accogliente. Alcuni dipinti  alle pareti raffiguranti paesaggi montani  completavano l'arredamento.
Alex la invitò a sedersi in una delle due poltroncine sempre in pelle di fronte alla scrivania.
"Non mi siedo"
"Stia tranquilla non hanno la colla!"
"Spiritoso!"
"Mi faccia guardare sull'elenco telefonico e vedrà che scoverò il suo avvocato, pardon non suo... ora che mi ci fa pensare nel palazzo di fronte dall'altra parte della piazza, ci sono studi notarili"
Sfogliò  il grosso elenco e in un batter d'occhio trovò il nome.
"Eccolo!"
"Aveva un appuntamento?"
"No, devo rimediare a un errore della mia collega, non mi sta aspettando nessuno"
"Io l'aspettavo, dopo le confesserò una cosa - le disse con aria misteriosa - ora telefono"
Denise pian piano scivolò sulla poltroncina in pelle vide Alex comporre il numero, lo sentì parlare rapidamente con la segretaria dell'avv. Sili e concludere dicendo
"Perfetto, alle diciannove e quindici la signorina sarà dall'avvocato, arrivederla"
"Tutto a posto, ora ha un appuntamento per le diciannove e quindici, prima non era possibile, è con un cliente. Lo sa che è proprio nel palazzo di fronte? guardi è quello là" disse indicando  il palazzo  di fronte  loro
"Francesca non aveva finito la frase,  mi ha detto il palazzo con l'orologio, ma aveva finito i  soldi e la comunicazione si è interrotta"
"Io ne sono contento,  poco fa da questa finestra l'ho vista in piazza l'ho riconosciuta e ho guardato se veniva da questa parte, se l'avessi vista andare altrove sarei sceso, avevo davvero desiderio di rivederla" così dicendo la guardò dritto negli occhi con intensità. Denise arrossì.

"Ora devo andare, la ringrazio" si alzò
"Ha letto il libro? Cosa ne pensa della poesia che stava leggendo?"
"Il libro mi piace e quella poesia è semplice ma efficace, non sono un critico, ma solo una lettrice"
"L'ho scritta io"
"Lei? Lasci stare ne inventi un'altra"
"Non mi crede? Si sieda che glielo dimostro, ancora c'è un briciolo di tempo"
"Ho fretta!"
Denise ha paura?"
"Io paura? E di cosa? Di lei? Mi faccia il piacere!"
Denise tornò a sedersi
Alex aprì le ante in vetro dell´armadietto,  ne  tolse un fascicolo, lo sfogliò, poi glielo porse aperto.
"Guardi, qui c'è il mio nome, il titolo della poesia e l'anno del concorso. Vede? Alessandro Bruni"
Denise rimase senza parole
"Non avrei mai creduto..." farfugliò
"Mi interessava conoscere il suo parere, ma non nego che era una scusa per poterla rivedere, comunque avrà notato le tante coincidenze vero? è destino che dobbiamo conoscerci meglio!"
"Le coincidenze  ci sono state, ma non c'è scritto da nessuna parte che dobbiamo conoscerci meglio - disse alzandosi di scatto come fosse stata punta da un insetto, stava sentendosi in imbarazzo, Alex le si era avvicinato e la stava fissando  - ora devo andare!"
"Denise posso risentirla?" le chiese in tono supplichevole.
Denise si sentì avvolgere dal profumo leggero e maschio, si sentì ipnotizzata da quello sguardo caldo e carezzevole, cosa le stava accadendo?
L'orologio batté le diciannove, e riportandola alla realtà dei fatti, Denise aveva dimenticato Francesca, l'avvocato, la pratica da consegnare...
"Devo andare..."
"Denise quando posso rivederla?" chiese ancora una volta prendendole una mano
Un brivido le percorse la schiena Alex le era vicinissimo, si sentì avvampare e il cuore accelerare i battiti...
"Sono troppo impegnata, non mi è possibile" buttò là quella scusa sfilando la mano e dirigendosi in fretta verso la porta
"Io voglio rivederla!"
"Io no!"
"Non è vero!...ti ritroverò!" le urlò sulla scala mentre Denise scendeva in fretta gli scalini con il cuore che le batteva fortissimo
"Ho fatto tardi, ecco perché sono così agitata...- pensò Denise cercando di giustificare il suo stato d´animo - mi sono dimenticata il guaio di Francesca ma sono impazzita? Sii sincera Denise, quell´uomo ti ha sconvolto!  Non voglio rivederlo mai più, non voglio soffrire più per un uomo!"
 
Uscì.
Attraversò la piazza, istintivamente si fermò, si girò  alzò il viso in direzione della grande vetrata, e il cuore batté più forte quando vide dietro essa la sagoma di un  uomo, guardò meglio e riconobbe Alex.
Lo vide alzare una mano in segno di saluto. L'orologio batté il quarto e la richiamò  alla realtà, frettolosamente sparì dentro il portone alla ricerca dell'avvocato Sili.

Pensava fosse una cosa sbrigativa, ma l'avvocato tempestato di telefonate  non rispettò l'orario , trascorse più di un'ora e quando Denise uscì era scesa la sera e i lampioni illuminavano la piazza.
Questa era quasi deserta e il rumore dell'acqua della fontana era ben nitido in quel silenzio, era piacevole sentirne il rumore.  Lo sguardo andò in alto alla grande vetrata, la luce era accesa e la tenda tirata, sperava di vedere ancora la sagoma di Alex, ma... nessuno
Perché quella fitta? Che le stava accadendo?...
Scosse la testa e con passo spedito si avviò verso il  viale dei platani...