Secondo Capitolo


 I giorni trascorsero veloci e pieni di lavoro per Denise che non pensò più a quell'incontro. La sera stessa  cancellò il nome di Alex e dopo aver letto il libro lo depose nello scaffale del salotto in mezzo agli altri libri.
Giugno era arrivato e aveva portato con sé giornate splendide piene di sole  e caldo.
Una sera dopo  un bagno tiepido alle essenze di  bosco, avvolta in una fresca camicia di lino color sabbia, si rannicchiò nella sua poltrona preferita. Sul tavolino, una bibita fresca e accanto alcuni libri.
Dalla finestra aperta entrava il delicato profumo delle magnolie, stupendamente fiorite, con fiori bianchi carnosi e meravigliosi. Spesso Denise si fermava alla finestra con i gomiti sul davanzale,  li osservava deliziandosi di quel profumo dolce e avvolgente e perdendosi in quel bianco angelico.
La via interna era poco frequentata e la sera era piacevole gustare quella  pace.
 
Nel salottino solo la lampada sul tavolino era accesa, tutto era in ombra, spiccava la figura di Denise  illuminata. Le belle gambe nude erano accoccolate nella vecchia poltrona rivestita di un grande foulard blu e la pelle bianca risaltava come fosse marmo scolpito.
La natura era stata benevola con lei e le aveva regalato un aspetto piacevole. Denise era consapevole della sua bellezza, lo notava dagli sguardi maschili che indugiavano sul suo viso e sul suo corpo. Mascherava la sua timidezza con atteggiamenti ribelli e se non era per quel rossore incontrollabile che le incendiava il viso ci riusciva benissimo. La camicia ricadeva morbida come una seconda pelle, allacciata a metà  lasciava intravedere l'accenno del bel seno. I capelli  raccolti e trattenuti a stento dalla fascia di spugna, lottavano per sfuggire alla presa di un grande mollettone .
Scoperti i lineamenti delicati, l'ovale  del viso, le labbra arrossate per colpa della bibita fredda, l'iride blu si muoveva celermente sotto le lunghe ciglia divorando le righe di un libro cicciotto scritto a caratteri minuti.
Erano passate da poco  le undici  quando il telefono squillò. Denise assorta nella trama del romanzo sobbalzò...
Prese il portatile sul tavolino

"Pronto..." disse stupita per la tarda ora
"Denise sono Francesca!"
"Francy  sei tu? Mi hai fatto prendere un colpo, non mi aspettavo telefonate a questa ora, ero immersa nella lettura ed ero sola  con il protagonista del libro in mezzo alla savana... tutto bene? come è andato il viaggio?" chiese  Denise  ripresasi dalla  sorpresa
 "Il viaggio  è andato bene anche se l'aereo ha avuto tre ore di ritardo. Ho bisogno del tuo aiuto.."
"Francesca come faccio ad aiutarti a centinaia di chilometri di distanza? Che hai fatto? hai smarrito il bagaglio? O ti sei innamorata del pilota?"
"No il bagaglio è con me questa volta e il pilota, bello! magari fosse questo! Ma è qualcosa di più grave!"
"Mio Dio! ... spiegati!"
"Ricordi il contratto con la W.S.L. srl?"
"Certamente lo abbiamo visionato assieme ed era tutto in ordine perché?"
"Non ho consegnato all'avvocato Sili gli allegati che abbiamo in secondo tempo aggiunto.. e ora se lo sa il capo mi licenzia! Se non ci sono quegli allegati si ferma tutto e l'incontro è fra due giorni con i clienti per la firma! E io sono ancora qui! Ti prego, porta tu la pratica all'avvocato Sili, è  nel terzo cassetto della scrivania,  le chiavi invece le ho nascoste dentro il pacchetto di caramelle e messe nel finto libro che è sull'armadio!" disse tutto d´un fiato Francesca
"Francesca!!! Madonna mia! Ma che ci tieni dentro i cassetti oltre agli allegati per l'avvocato Sili? Una bomba? Possibile tutto sto caos per nascondere le chiavi?"
"Giornali, trucchi, sigarette, bustine del the e...poi ti racconterò ora sto finendo i soldi, allora ci conto eh?"
"Stai tranquilla, dimmi, dove è l'ufficio dell'avvocato?"
"Devi andare in via dei platani , c'è una piazza con la fontana nel mezzo, vedrai un vecchio palazzo con l'orologio e ...." Bip...bip...

La comunicazione cadde.
Nemmeno i soldi spicci per una telefonata!... sbottò Denise  mentre spegneva il portatile deponendolo di nuovo sul tavolino.
Francesca, era la solita sbadata, ma era di buon cuore e una cara amica. Se lo veniva a sapere il capo l'avrebbe licenziata. L'aveva combinata grossa... avevano lavorato due mesi a quel contratto e solo dopo estenuanti trattative  erano riusciti a mettersi d'accordo , negli allegati c'era tutta la fatica fatta  e ora, proprio quelli mancavano!
Avrebbe sistemato la cosa l'indomani, certo che era proprio buffa Francesca ma cosa aveva di così segreto  nei cassetti della scrivania? O forse era solo una mania...ne aveva tante!

Con questi pensieri Denise chiuse il libro, ormai l'incanto si era spezzato e lasciò il protagonista alle prese con il leone.
Si alzò lentamente dalla poltrona,  si tolse la fascia di spugna dai capelli , li sciolse. Una cascata color miele si mosse nella stanza, si passò le dita fra la massa setosa che felice si muoveva vaporosa e, stiracchiandosi, dopo aver spento la luce della lampada si diresse con passo felpato verso la camera da letto.. era bella Denise nel suo incedere dolce e sensuale...


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La giornata era trascorsa liscia come l'olio. Denise era contenta mentre camminava spedita alla ricerca dell'avvocato Sili, con gli allegati dentro la grande busta bianca tenuti rigorosamente in mano. Era uscita presto dall'ufficio e dopo una rigenerante doccia, una spazzolata ai bei capelli che morbidi le ricadevano sulle  spalle, un trucco leggero, nel semplice completo color grigio perla era felice di poter risolvere il problema all'amica.

Dopo aver percorso via dei platani, un lungo viale alberato da cui il nome della via,  vide la piazza e al centro la grande fontana dove tanti zampilli a turno si alzavano gli uni sugli altri come  fossero magistralmente diretti da un  direttore d'orchestra. Man mano che si avvicinava, sentiva l'aria diventare più fresca, sensazione piacevole che la fece sostare davanti alla fontana.

Antichi palazzi  con i  loro porticati, abbracciavano la piazza di pavè,  Denise cercò il palazzo con l'orologio, lo vide fra lo svolazzare dei piccioni. Le grosse lancette  nere segnavano le sei e trenta. Senza indugio si diresse verso l'entrata del palazzo.
Il grande portone  dalle borchie nere era spalancato. Entrando percepì fresco e per un attimo si strinse nelle spalle, avvertì grande contrasto con l'esterno  dove  il sole  riversandosi sulla piazza l'aveva resa un  forno. A destra, solo una grande scala dai bassi scalini consunti e  arrotondati che più di una volta nel suo salire le fecero guardare dove mettere i piedi. Il  corrimano era in ferro annerito dal tempo.
Giunta sul pianerottolo, dopo aver fatto quattro rampe di scale, davanti a lei un ampio corridoio separava alcune porte sulle quali luccicavano le targhe con i nomi degli occupanti. In fondo, una grande finestra illuminava le alte pareti.
Iniziò dalla sua sinistra a leggere i nomi sulle targhe delle porte rigorosamente chiuse, cercando quella  dell'avvocato Sili.

Proseguì a destra e di colpo si fermò. Guardò attonita il nome sulla targa metallica, quel nome richiamò alla mente una figura... era lì pensierosa quando all'improvviso la porta si aprì... una donna, che doveva aver passato la cinquantina, alta, magra, priva di trucco,  ben pettinata e dallo sguardo vivace, la guardò sorpresa emettendo un gridolino di stupore per quella improvvisa comparsa...
"Oh! ... non le ho dato il tempo di suonare... prego si accomodi, la sta aspettando..."
"Non credo proprio... "mormorò stupita con il cuore che le batteva per lo spavento
"Lei non è Denise?"
"Sì, ma lei come...."
"Allora entri pure l'ingegnere è di là..."
"Le dico che c'è un errore..."
"Pina che c'è?... cosa succede? Quante volte le ho detto di non fermarsi a parlare sulla por....- la voce che  Denise sentì la fece trasecolare e ancor di più quando...