| "DENISE" Primo Capitolo La libreria era piena di clienti che si destreggiavano alla meglio fra gli scaffali stracolmi di libri e il misero spazio lasciato da essi. Era pomeriggio inoltrato di una bella giornata di fine maggio. " Mia cara, in alto a sinistra, nello scaffale in fondo" le disse la vecchia dalle labbra sottili pitturate di rosso carminio e dai capelli bianchi trattenuti da una spilla dorata. L'anello dalla grossa pietra di ametista si girò attorno al dito scarno quando la mano si alzò per indicarle lo scaffale in questione. Il cammeo tintinnò scontrandosi con le lenti degli occhiali penzolanti sul petto, stanco di trovarsi sul vestito a fiori che mal si addiceva al suo tono aristocratico. Ada, la proprietaria della libreria, sembrava uscita da un quadro naif in quel miscuglio di colori. A quella indicazione Denise ringraziò e si diresse dove le era stato indicato. Bella ragazza, Denise, non passava di certo inosservata, i capelli biondi le scendevano morbidi, gli occhi di colore blu intenso illuminavano il viso e se le labbra regalavano un sorriso, si veniva letteralmente catturati dalla dolcezza che emanava il suo intero essere. Il suo incedere era aggraziato e leggero merito di alcuni anni di danza classica, quando il suo sogno era di diventare ballerina e danzare alla Scala. Sogno di bimba che una brutta caduta infranse. Trovato lo scaffale indicato, Denise lesse avidamente i titoli, scorrendoli uno alla volta con meticolosità. Trovò il libro cercò di prenderlo, ma essendo in alto e troppo pressato fra gli altri non ci riuscì. Si guardò intorno alla ricerca della vecchia scala di legno, ma era già stata accaparrata da un uomo basso, magro con gli occhiali tondi e i capelli neri imbrillantinati, pettinati all'indietro come in un film degli anni cinquanta. Denise tentò nuovamente, si alzò sulla punta dei piedi, si allungò più che poté , ma il libro pur muovendosi non ne volle sapere di uscire dal suo rifugio. "Permette?" chiese una voce profonda dietro lei. Prima che potesse dire qualcosa si sentì sfiorare , una mano sorvolò la sua e senza alcun problema tolse il libro birichino. Lo vide scendere a lato e fermarsi davanti a sé. Si girò, alzò lo sguardo. Un sorriso accattivante e più su due occhi neri la stavano fissando. Un uomo alto e abbronzato era di fronte a lei, i tratti del viso regolari, una bella fronte, capelli lisci scuri, denti bianchissimi. "E' questo che cercava?" "Sì, grazie" rispose Denise "Interessante libro di poesie, lo conosco" aggiunse lo sconosciuto trattenendo il libro. Denise riposizionò la sottile tracolla della borsa sulla spalla, sentendosi in imbarazzo. Lo sconosciuto le era molto vicino, causa la mancanza di spazio fra i due scaffali e lei ne avvertiva il delicato profumo maschile. Attimi, solo attimi, ma intensi. Lo sconosciuto la fissava con insistenza e discrezione allo stesso tempo, dal sorriso scanzonato si vedeva che godeva di quegli istanti, conscio del suo magnetismo e fiero dell'imbarazzo che procurava in chi gli era di fronte. Denise sentì il rossore salirle e incendiarle il viso. Provò rabbia per quel disagio e con gesto repentino afferrò il libro. Accennò un sorriso, si girò e si avviò alla cassa. Alcuni clienti erano in attesa di pagare. L'ometto dai capelli lucidi e dagli occhiali tondi alla Cavour, si intrufolò chiedendo alcune informazioni sul libro di storia antica che aveva in mano. Una donna grassottella sfogliava felice un manuale di cucina, già pregustando i piatti illustrati. Con la coda dell'occhio Denise vide che anche lo sconosciuto si era avvicinato alla cassa. Sentì il suo sguardo su di sé ... i tacchi alti dei sandali le sembrarono ancor più sottili, il pavimento sembrò trasformarsi in asse di equilibrio, e il vestito già leggero diventare inconsistente e trasparente... I battiti del cuore accelerarono e una strana sensazione l'avvolse. Non riusciva a capire il perché di tutto ciò, in fondo non disdegnava lo sguardo maschile sapeva di essere una bella ragazza, ma ora provava confusione e turbamento... cosa aveva quell'uomo per farla sentire in quel modo? Non vedeva l'ora di uscire dalla libreria. Finalmente il suo turno! Ada le prese il libro, scaricò il codice, afferrò un sacchetto di nylon e cercò di aprirlo. Per quanto sfregasse, il sacchetto pareva incollato. La vecchia donna dagli occhiali dorati cercava imperterrita di aprirlo come fosse una questione di vita o di morte, serrando le già sottili labbra in una smorfia di sfida, mentre la grossa pietra di ametista continuava a girare attorno al dito come una banderuola. "Non importa, Ada non si preoccupi, ho la borsa!" disse Denise impaziente "Si deve aprire! Li abbiamo fatti stampare con il nostro nome e oggi tutti così, mi fanno impazzire!.. - rispose l'anziana donna mentre con due dita sfregava il sacchetto che finalmente tutto stropicciato, si arrese - oh ecco!" le disse con un sorriso mettendo in mostra un dente dorato sulla dentiera. "Ecco fatto mia cara, arrivederci" "Arrivederci" rispose Denise prendendo il sacchetto e uscendo in fretta. Sentì la porta richiudersi alle sue spalle con un suono metallico. "Uffff! Ma cosa mi è preso? Ma guarda te se per un tizio qualsiasi mi devo sentire così!.. che rabbia! Oddio, ha un bel sorriso e non è niente male, anzi diciamola tutta, un uomo attraente! E che sguardo, accidenti! mi sentivo nuda... è quello il modo di guardarmi? Sembra molto sicuro di sé, che tipo insopportabile!... Però aveva un buon profumo... e allora?... quel maledetto sgabello è sempre impegnato! Ma... dove sto andando? Denise? din don! Sveglia! Stai andando dalla parte opposta! Oggi sono proprio fusa!" Fece dietro front improvvisamente e solo per pochi centimetri non sbatté nella borsa della spesa di una massaia dal viso rubicondo. Ripensò al libro appena acquistato, rallentò il passo e lo estrasse dal sacchetto. Visto un cestino dei rifiuti all'angolo della via, lo gettò. Se l'avesse vista Ada! Ci aveva impiegato un sacco per darglielo e quanto impegno per aprirlo! Rigirò il libro fra le mani, facendo scorrere le pagine e fermato a caso, lesse ... "Amor mio, sei nel mio cuore ovunque tu sei, io sono.." Solo poche righe, ma quanto amore! Poche parole nella pagina bianca, ma riempivano l'aria.. Denise a testa china era talmente presa da queste valutazioni che sussultò quando sentì "Attenta!" si fermò di botto, alzò lo sguardo e si trovò a pochi centimetri dallo sconosciuto che aveva le braccia aperte "Mio Dio!" esclamò Denise meravigliata "Lei! le ho detto che è un bel libro, ma non è salutare leggerlo in strada e specialmente mentre si cammina... stava per finire fra le mie braccia!" "Io?... lei cammina a braccia aperte?" "Ahahah no le apro solo se una bella donna mi sta letteralmente piombando addosso, che altro potrei fare se non accoglierla?" "Io non le stavo piombando addosso!" Nel frattempo una bimbetta che girava in bici si fermò vicino a loro e si mise a osservarli con quell'aria tipica dei bimbi, con insistenza ora l'uno ora l'altra. Un piede appoggiato a terra e l'altro sul pedale della bici rossa, tenuta mezza storta. Gli occhi vivaci e furbi bucavano la frangia troppo lunga, la coda di cavallo si muoveva rapidamente seguendo quel visino da schiaffi. "Mi permetta di insistere, lei assorta nella lettura non si è accorta di camminare obliquamente ed è venuta dalla mia parte, vede che siamo vicino alla colonna? Più in là non potevo andare, se proprio doveva succedere mi sarei sacrificato!" disse con un sorriso ammaliante guardandola dritto negli occhi "Lei è un essere..." "Simpatico lo so, così dicono - la interruppe - ma non parliamo di me, mi dica cosa le ha fatto perdere la bussola?" "Io non ho perso la bussola! E lei è un presuntuoso!" "Cosa stava leggendo? Mi ha incuriosito!" "Non ci penso neppure se vuole il libro, sa dove lo vendono" "Perché non glielo fai vedere? Allora sei cattiva!" sbottò la bimbetta tutto a un tratto "Ma senti questa! E tu chi sei? Il suo avvocato difensore?" "Sì" rispose candidamente con un sorrisino ironico "E' sua figlia?" chiese Denise rivolgendosi allo sconosciuto "No sono single, ma è una bimbetta divertente!" "Le faccio vedere cosa stavo leggendo solo perché questa conversazione si sta prolungando troppo, oltretutto non la conosco!" "Rimedio subito.... Alex , piacere, e io con chi ho l'onore?" "Denise, ecco la poesia...contento?...contenta?- disse guardando la piccola - vuoi leggere anche tu?" "No a me i libri fanno schifo!" così dicendo se ne andò con una smorfia come avesse visto uno zombi. Pedalando in fretta, trillando il campanellino, zigzagando sotto il portico sparì dietro l'angolo in un batter d'occhio "Incredibile!- sbuffò Denise - i bambini sono tremendi!, ora vuole rendermi il libro?" Cosa ci faceva sotto il portico davanti a uno sconosciuto? Voleva andarsene e allo stesso tempo si sentiva trattenere. Percepiva di avere il viso in fiamme, non era possibile! Quel libro non voleva restare nelle sue mani! "Questa è stupenda, oggi potremmo dedicarcela non trova?" chiese Alex con lo sguardo che brillava "Posso solo dire che oggi ho visto più lei di mia madre!" "Denise, mi piacerebbe avere un suo parere sul libro, le scrivo il mio indirizzo..." "Non ci pensi neppure lasci stare il mio libro... Alex!" alzò la voce, e un passante scuotendo la testa farfugliò "L'amore...ah l'amore!" Denise lo fulminò con gli occhi, voleva gridargli che non lo conosceva nemmeno, ma non le avrebbe creduto e quando si girò vide che Alex aveva già scritto qualcosa a matita. "E' bello sentire il mio nome dalle sue labbra - poi divenuto serio - buona lettura, eventualmente se non vuole parlare con me, lasci detto alla mia segretaria, a presto Denise!" Denise afferrato il libro sibilò "Non ho nessuna intenzione di parlare con la sua segretaria tanto meno con lei mi auguro di non incontrarla mai più!" "Le hanno detto che è bella quando si arrabbia? I suoi occhi blu sono stupendi, è un piacere parlar con lei, so che troveremmo argomenti interessanti, ma ho fretta, mi lasci andare la prego!" "Oh!.. è lei che mi sta trattenendo!" "Io? Non la sto abbracciando! Anzi è lei che mi sta sbarrando la strada" "Questa poi! inaudito!" disse Denise furente, spostandosi lateralmente e incamminandosi in fretta senza voltarsi "Ci rivedremo!" disse allegramente Alex "Aspetta e spera!" masticò Denise mentre raggiunto l'angolo girò.. "Ma chi si crede di essere? Io lo trattenevo!!! Assurdo!! Che rabbia!! E poi ha scritto sul mio libro!il mio libro nuovo! fammi vedere...Alessandro Bruni... via dei plo.... ma che ha scritto? Boh non ha importanza tanto diventerà calvo se pensa che io lo cerchi...! È molto sicuro del suo fascino, ma che vada a quel paese! E quella piccola peste? da dove è sbucata? Anche i tacchi a spillo oggi! Accidenti! Francesca se ti prendo ti ammazzo! ...." Infuriata camminando in fretta lungo la via, sparì fra i colori della sera, e delle vetrine... |