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- Fui bambino, fanciulla, siepe, uccello e muto
pesce sotto il mare.
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- EMPEDOCLE DI AGRIGENTO
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- CRONOS
- CRONOS custodisce la mia ombra, l’essenza con cui
emergere per tornare in vita.
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- La garanzia attesta: CRONOS
vince la morte. Secondo esperti del settore, il super computer
CRONOS assembla i dati elargitigli dal soggetto in vita dando forma ad
un’anima reale da traslare in un nuovo corpo privato di coscienza.
Mi spiego. Lasceremo nella memoria di CRONOS i ricordi. Noi siamo i
nostri ricordi e quindi la nostra identità starà nel computer copia
esatta di quella che alberga nel corpo. Quando moriremo o poco prima,
CRONOS sarà connesso all’encefalo di un ventenne umano in coma
stazionario. Il collegamento servirà a trasferire tutti i nostri
ricordi alla corteccia
cerebrale del ventenne. Alla fine dell’operazione, neurochirurghi e
neuro psichiatri sveglieranno il ventenne col cervello carico delle
sensazioni, ricordi e affetti della nostra passata vita. Il corpo è
nella bara a decomporsi, ma il nostro passato germoglia nella testa
del ventenne. Però, non siamo ancora noi. Illustri scienziati hanno
infatti appurato che il ventenne resuscitato ha tutti i nostri
ricordi, ma non la nostra identità.
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- LA NARRAZIONE NON E’ LA REALTA’
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- Qui interviene la grande scoperta che rende immortali.
Appena morti, appositi chirurghi ci asporteranno parti strategiche
della corteccia cerebrale e dell’ippocampo: zone collegate al senso
del sé, all’autocoscienza ed alla memoria a lungo ed a breve
termine da inserire nel ventenne. In tutto uno o due millimetri cubici
di tessuto nervoso pronto a innestarsi con le vivine trasferendo la
nostra identità.
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Saremo resuscitati con giovane corpo e pronti ad affrontare la
nuova vita che durerà – tranne incidenti di percorso – quasi un
secolo. Nella nuova vita ci si potrà sposare, avere altri figli e
lavorare. L’esperienza pregressa fatta col vecchio corpo aiuterà il
novello individuo nell’inserimento lavorativo e nel mondo delle
professioni. Tabelle di valutazione conferiranno punteggi per
l’assunzione in attività produttive oppure crediti spendibili per
saltare gli anni nei corsi di laurea e di specializzazione.
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- Il ventenne che tramite CRONOS accoglierà la nostra
identità – è bene precisarlo - proviene da una cellula del nostro
corpo stimolata a riprodursi. La cellula per partenogenesi –
coltivata in speciali incubatoi dopo nove mesi e dieci giorni -
genererà un individuo simile a quello di provenienza. A richiesta ci
saranno piccole variazioni: la maggiore statura stimolata da ormoni,
l’apparato muscolare possente tramite anabolizzanti e la lucentezza
della pelle priva di rughe fino a tarda età. Il patrimonio genetico
però dell’individuo in incubatoio sarà del donatore. Accortezza
indispensabile per permettere i minuscoli trapianti di corteccia
cerebrale e di ippocampo di cui è ho fatto cenno.
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- Lo Stato farà fronte ai costi di
traslazione devolvendo risorse dalle pensioni ed emolumenti di fine
rapporto. Il vecchio che ritornerà ventenne
sarà inserito nel ciclo lavorativo proprio di uno giovane e
non avrà diritto alla pensione maturata nel precedente corpo. Lo
Stato non ostacola gl’innesti su ventenni generati per
partenogenesi, risparmiando sulle quote pensionistiche. Quelli con
pensioni basse non saranno in grado di fa fronte ai costi di
traslazione tramite CRONOS e moriranno per davvero. Gli altri
sorvoleranno in un nuovi corpi. Chi vorrà continuare il ciclo vitale ad
infinitum potrà farlo purché ne abbia i mezzi economici. Si potrà
tornare ventenni a volontà: quando il vigore del corpo comincia a
declinare oppure pochi istanti prima dell’ultimo respiro. Come
atleta di skilift, si vola
sulle onde della vita senz’annegare.
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- Dicono che i troppi ricordi accumulati ogni volta che
si torna ventenni, alla fine uccidano davvero. Dicono che le aree
cerebrali preposte ai ricordi ed al concetto del sé, alla fine
scoppieranno e si diventi pazzi. Gli scienziati più accreditati
invece dicono che il cervello faccia una cernita dei ricordi e i più
remoti, nebulosi e meno importanti siano cancellati. Secondo altri,
nei vari cicli vitali si perde la propria identità e ci si aliena in
un individuo diverso da quello di partenza. Supposizioni. Quisquiglie.
Pinzillacchere.
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- Dicono che CRONOS rafforzi il potere delle caste messo
in pericolo dalla morte corporale. I capi delle grandi famiglie
detentrici del potere economico e politico non farebbero testamento
evitando la morte grazie a CRONOS. Dicono che si arriverà al
controllo delle nascite perché molti non moriranno più. Si
costruiranno grandi astronavi dove immettere la popolazione eccedente
come avvenne in Inghilterra coi Puritani e le sette dei padri
Pellegrini al tempo della colonizzazione del Nord America. Le
astronavi trasporterebbero gente verso pianeti compatibili.
- I teologi sono convinti che sia meglio morire al
termine del ciclo naturale. Chi aborre la morte non è degno dell’altro Regno: l’eternità – attributo divino - sarebbe già
nostra senza il bisogno di CRONOS.
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- Dicono che CRONOS aborra la vera anima. CRONOS, un
espediente di Satana che userebbe la tecnica per la nostra perdizione.
Altri dicono che non è possibile impadronirsi dell’anima perché se
la nostra anima fosse conoscibile, occorrerebbe una seconda anima per
conoscere la prima e una terza per conoscere la seconda. Secondo altri
attraverso CRONOS si trasmette un simulacro di coscienza. Si crea una
vertiginosa gerarchia di soggetti, somma di altrettante coscienze
individuali.
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- Eccelsi filosofi invece ammirano CRONOS in grado di
farci galleggiare nel futuro. Attraverso CRONOS apprenderemo l’uso
felice della eternità. Riavremo tutti gli istanti della nostra vita e
li combineremo a nostro piacimento.
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- Comprai CRONOS un mese fa. E’ il quinto della serie.
Tengo in soffitta gli altri computer con obsolete stampanti e mouse.
Se vivrò in nuovi cicli vitali, allestirò un museo con tutti i
computer posseduti. Anche CRONOS un giorno sarà sostituito da
computer più potenti ed intelligenti in grado di evitare la
traslazione delle coscienze individuali in nuovi corpi umani avendo a
disposizione corpi di materiale indelebile.
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Una trentina di anni fa, pensavo che computer si scrivesse compiuter.
Pensavo - nella mia ignoranza - che il termine derivasse dal verbo compiere,
una forma di participio passato fuori moda: compiuter da compiuto. Nacqui in un paese sugli Appennini campani e le parole
inglesi per me sono geneticamente poco comprensibili; altrettanto la
trasposizione in scrittura. Capivo l'importanza di utilizzare questo
portento della tecnologia moderna, ma nel profondo diffidai.
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Comprai CRONOS un mese fa in un negozio in Via dei Ponti Rossi,
a Napoli. Mi accompagnò una amica esperta di elettronica. Da solo
sprovveduto come sono, mi avrebbero fatto fesso rifilandomi un
prodotto scadente, a prezzo esorbitante. Al momento dell'acquisto feci
parlare lei. Il venditore spazientito chiese chi di noi due fosse
l'acquirente. La mia amica rispose che ero io. Il commerciante
perentorio disse che dovevo parlare solo io; poi accettò il
compromesso. L’amica mi avrebbe suggerito solo i particolari tecnici
del computer da acquistare.
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Pagai e compilai due moduli, uno per il rimborso
dell’acquisto da scaricare sugli emolumenti della futura pensione e
l’altro era la garanzia. L’amica mi aiutò a montarlo in casa.
Spostai una scansia piena di libri; appesi un quadro sulla parete
attigua e di fronte alla finestra il tavolo su cui porre CRONOS da
usare tutti i giorni, indelebile bisogno.
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CRONOS è il prolungamento del mio cervello: la banca dati che
mi proteggerà dalla morte corporale. Tutta la Terra ne parla. CRONOS
è la vera rivoluzione. CRONOS preserva l’anima proiettandola a
volontà in nuovi corpi, all’infinito.
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Non c’è bisogno di microfono. Si preme il bottone alla
cinghia dell’orologio al polso e si parla. CRONOS all’interno
delle nostre case ascolta – ha il programma
per recepire filtrandola, solo la nostra voce – e registra
gli avvenimenti che ritiene utili per la sopravvivenza. CRONOS
seleziona i dati e cancella ciò che non serve. A sera in poltrona gli
parlo del passato come a persona amica. Parlo come chi è in analisi e
recupera perduti ricordi. Più dati gli do e più sono certo di essere
io quando la coscienza mi sarà traslata nel corpo del ventenne sosia.
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Comincio a non temere la morte e le frustrazioni si
attenuano nella certezza di rifarmi nelle successive vite, aiutato
dall’esperienza pregressa. A volte ci rifletto sopra, non tanto su
CRONOS, ma su cosa sia mai la coscienza individuale. Filosofi e neuro
scienziati lo fanno meglio di me arrovellandosi sui concetti di mente,
di autocoscienza e cose analoghe. Però ci penso lo stesso,
sforzandomi di trovare anch’io approdi razionali. Così evito
l’apprensione che mi prende se penso a quando avrò dismesso questo
vecchio corpo per entrare nell’omologo ventenne.
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Dico che la coscienza sia la
risultante della disposizione spaziale di cellule nervose di
determinate aree corticali e ippocampali. Per la precisione, sarebbe
la distanza, la disposizione spaziale tridimensionale e le connessioni
di alcune cellule nervose a determinare il senso del sé. Non basta.
Importanti sarebbero anche la disposizione e funzioni di alcune
proteine all’interno di queste stesse cellule. Poche migliaia di
cellule e alcuni tipi di proteine incorporate nel loro citoplasma
sarebbero il nucleo dell’io, mentre la periferia della galassia
sarebbe formata dagli altri organi ed apparati del nostro corpo o del
ventenne sosia che tramite CRONOS accoglierebbe la nostra identità.
Il nucleo sarebbe insostituibile così come i nostri ricordi. Per
analogia la coscienza individuale sarebbe come il conto in banca di
ciascuno sintetizzabile nella successione di pochi numeri razionali.
Tanto è. La cosa bella è che la base – o l’essenza - del
funzionamento di queste cellule e proteine sarebbe data da fenomeni
elettrici. Lo stimolo nervoso è infatti di natura elettrica e le
proprietà funzionali di queste proteine strategiche dipendono dalla
loro disposizione spaziale e carica elettrica. Lo stesso vale per
CRONOS che consuma energia elettrica. Ma cosa è la forza elettrica? I cosmologi concordano nel dire che è una delle forze
fondamentali dell’universo.
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Sto in fibrillazione quando arriva il tecnico per le visite
periodiche. Può capitare che CRONOS s’inceppi, abbia il virus e
distrugga i dati. Ipotesi che stando alla statistiche sono remote.
Comunque i danni sono risarciti dalla garanzia. CRONOS è la mia luce.
Le previsioni di molti si sono avverate: la Scienza un giorno avrebbe
sconfitto la morte corporale.
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- ETERNI TRAMITE CRONOS.
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L’umanità divisa in due categorie: i possessori di CRONOS e
i senza. Gli eterni ed i mortali transeunti. Non c'è scelta: CRONOS o
il regresso.
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- L'ETERNITA E’ IN CYBER SPAZIO.
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- CRONOS è il dio ancestrale, il vorace Titano figlio di
URANO. CRONOS che divora le storie narrategli. Si nutre mangiando
voxel. CRONOS ascolta, assimila, succhia il senso delle frasi, le
spolpa da anfratti temporali e dai segreti del subconscio, le
metabolizza e assimila. Sputa via con metallico rumore le parti
residuali, le parole prive ormai di senso, le frasi ridondanti, i
fatti inutili, le incongruenze e sentimentalismi futili.
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- F I N E
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- BUDETTA GIUSEPPE COSTANTINO
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