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Isa era sola. Si sentiva libera. Aveva un
forte self-control ah si questo e' certo. Isa era quanto basta bella
sana giovane e positiva. Al mattino si alzava. A tutti diceva
buongiorno buongiorno anche se gli altri non sempre le rispondevano.
Dicevo di Isa che era bella q.b. Infatti
quello che le mancava in bellezza fisica era colmato dalla sua
intelligenza.
Wit Isa. Great Isa. Si alzava e cantava.
Cantava cantava e cantando faceva tutto quello che aveva da fare
tranne quello che doveva veramente fare e cantando si rilassava anche
se non era nervosa d'indole si stiracchiava sbadigliava e prendeva un
caffe' dietro l'altro per scuotersi.
Simple Isa pure Isa good Isa. Non e' che
il risveglio comportasse per lei grandi cose. Fatte le sue faccende
quelle cioe' che voleva fare non quelle che doveva fare si fermava e
si metteva alla finestra. Alla sua grande ed unica finestra. Alla
finestra che le dava la possibilita' di vedere tutto cio' che passava
nel mondo nel suo mondo beninteso. Sotto di lei si svolgeva la vita.
Isa vedeva ed il suo sguardo non aveva alcuna espressivita'.
Niente le dava calore o freddo amore o odio entusiasmo o apatia. Le
era semplicemente indifferente. Com'era bello vedere Isa guardare con
quel suo sguardo bianco. Guardava senza mettersi in mostra ovviamente
questa non era la sua intenzione perche' Isa era semplice. A vederla
dal basso sembrava ancora piu' minuta affacciata a quella grande
finestra di quella casa immensa di quella sua citta' infinita.
Isa aveva dei grandi occhi dal colore
cangiante secondo i giorni i mesi gli anni i secoli i millenni. Isa
dicevo vedeva ma non guardava no non aveva bisogno di guardare. Vedeva
quello che c'era da vedere ma non guardava perche' Isa c'era per
vivere e basta. Non si era mai interessata agli altri. Non si era mai
esposta sufficientemente per far dire agli altri oh Isa buongiorno Isa
come sta Isa. No niente di tutto questo le passava nello stare
affacciata alla grande finestra dell'immenso edificio di quella
sterminata citta' dove Isa viveva. Cantava come dicevo questo si
perche' la musica faceva parte di lei le era innato il senso del ritmo
ed ogni giorno si abbandonava ad un tipo di musica differente.
Cambiava a seconda di come si svegliava con quale senso affrontava il
giorno con quale spirito... Isa.
Isa. Isa a intravederla a quella
finestra cosi' minuta cosi' passabile sempre a quella finestra la
unica per lei tutti i santi giorni sempre si sarebbe detto che non
avesse vita. Isa invece vedeva la gente non persona per persona ma in
generale anche singolarmente ma non individualmente. Piu' sovente
vedeva aree di persone. Suddivideva la scena che aveva sotto gli occhi
in aree cubiche dove vi raccoglieva cosi' come si trovavanono
spontaneamente . Cosi' faceva anche per tutto il resto animali
vegetazione atmosfera colori movimenti vuoto. Grande Isa. Grandi le
sue piccole idee il suo piccolo vivere la sua piccola esistenza.
Isa sapeva. Isa sapeva che il mondo non
era cosi' che non girava in quel modo il mondo. Pur sapendolo si
diceva cosa posso farci io. Cosa puo' fare Isa se non essere se'
stessa fino in fondo giorno dopo giorno e naturalmente sempre.
Coerentemente Isa. Qui stava il suo limite uno dei suoi pochi
contatti con la realta'. Quel suo stare anacronistico alla
finestra quel suo vedere il mondo dall'alto verso il basso quel
suo intravedere quel suo sezionare l'immagine in cubi era tutto quello
che Isa sapeva fare fuori di lei.Isa di Isa Isa per Isa Isa con Isa
decisamente.
Nonostante tutto non si poteva dire che
Isa non era viva ma intanto chi pensava a Isa. Se qualcuno si fosse
messo a pensare a Isa gli veniva un'indolenza cerebrale che
istantaneamente gliela faceva dimenticare. Isa non aveva il tempo di
materializzarsi nella mente degli altri questo e' il succo. Ma Isa era
perche' era Isa. Era Isa era vera veramente la vera Isa e credetemi
non e' facile per chiunque riconoscere Isa. Il suo stesso nome
designava quelle che lei era. Isa l'essenza Isa l'eternita'. Isa era
un gatto Isa era edera Isa era roccia Isa era mare e tanto ancora. Isa
non era cielo questo no. Non si poteva chiedere a Isa di essere quello
che non era. Il cielo era per gli altri ma non per lei. Si Isa sovente
sentiva guarda il cielo guarda le stelle ma Isa non guardava ne'
vedeva il cielo ne' lr stelle perche' Isa vedeva sempre dall'alto
verso il basso com'era abituata dalla finestra. Isa era fatta cosi'.
Isa era cosi' credetemi. Oh Isa my Isa my lovely Isa. Per
la cronaca al mattino Isa si alzava a volte anche la notte ma questo
non ci deve interessare perche' appartiene alla privacy di Isa a cio'
che Isa era per se' non per il mondo. Per gli altri dunque Isa era una
che si vedeva si e no e se si vedeva stava affacciata alla finestra a
quella finestra. Isa stava affacciata quanto basta a quella finestra
di quel grande edificio di quell'immensa citta'. Poi e dico poi Isa
tutto ad un tratto si ritirava rientrava spariva. Come era stato il
suo sporgersi cosi' era il suo rientro naturale istintivo con
discrezione adagio con garbo. Non c'era un movente preciso com'era
arrivata spariva. Isa aveva trascorso un certo periodo alla finestra a
quella finestra aveva svolto i suoi quotidiani cubi mentali grafici e
geografici. Sovrapposti affiancati distanziati incastrati fusi sommati
dal tempo-spazio. Cubi di vita.
Giorno dopo giorno Isa passava il tempo a
fare sempre la stessa cosa in maniera diversa. Nulla cambiava a Isa da
un giorno all'altro a lei che continuava insisteva si dedicava a
rimanere quello che era. Isa. A suo modo si immergeva nella vita. Si
Isa era sempre coerente con se' stessa cosi' era e cosi' continuava ad
essere senza alcun cambiamento se non nella sua forma di vedere.
Nessuna modificazione nell'esistenza di Isa. Isa si diceva si
quanto basta poi diceva buongiorno e cantava e poi diceva ancora si.
Si e ancora si quel tanto che basta. Cosi' Isa non si rifiutava Isa
non si sbilanciava. Isa aveva il piacere di dedicarsi e dedicandosi a
suo modo si dava si concedeva ed amava questa era la sua forma di
amare. Lei era felice cosi' con tuta quella sua abbondante naturalezza
fatta di niente. Cosi' era il suo amore il suo amore quotidiano per
tutti i giorni.
Isa attraversava il giorno e giungeva
alla notte. Una notte voluta dal giorno percio' di uguale peso e
misura. Isa lo spendeva consumandolo nel sogno e nel sogno
sognava Isa sognava se' stessa nel sogno. Questa era Isa. Questa era
la Isa di sempre in pace con se' stessa pronta ogni giorno a
rinnovarsi per l'indomani cosi' ad essere sempre la Isa di
sempre.
E cosi' sia.
P.S. Vi siete domandati perche' Isa e'
nel tempo passato.
Giuliano Bartolozzi.
a ricordo degli anni di vita.
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