I colori del mare
 
Sono di Milano; non so più nemmeno io da quante generazioni, so soltanto che il mare l'ho sempre visto d'estate, quando si poteva.
Ho il mare dentro e quando posso finalmente sentirne l'odore e perdermi oltre ogni pensiero sono a posto, sono a casa.
A Milano faccio l'imbianchino; a volte penso sia stata solo una scusa per continuare a giocare con i colori. Quando mi chiedevano cos'avrei fatto da grande rispondevo sicuro: "Il pittore". Ma mia madre, donna senza alcuna aspirazione originale, mi ha sempre fatto notare che i pittori mangiano poco e danno poco da mangiare a un'eventuale famiglia - sempre che stravaganti come sono, riescano a farsene una!
Sono piuttosto bravo nel mio lavoro; mi chiamano spesso facendo volare il mio nome di bocca in bocca, perché dicono che sono preciso, rapido e soprattutto lascio tutto pulito.
Sapessero che mentre lavoro ascolto una cassetta con le onde del mare e i richiami dei gabbiani, avrebbero qualche dubbio sulla mia salute mentale. Ma tanto l'importante è che tutto sia eseguito nei tempi, nei modi e soprattutto nei costi pattuiti.
A Milano è così che si ragiona. Il cuore è via da qui.
Del mare mi piace proprio tutto e magari faccio anche qualche esempio così riesco a spiegarmi meglio:
gli elementi terra-acqua che si cercano e poi si trovano. Inevitabilmente mi ricorda il far l'amore.
Il dondolare ipnotico delle barche che ha il potere di chiarirmi le idee e di rendere più semplice ogni decisione.
Il vento, sorprendente musicista, che aziona i tiranti delle vele. Il loro divenire strumenti musicali contro ogni aspettativa, mi ha fatto riflettere e aiutato - per certi versi - a ritrovarmi.
La sabbia morbida sotto le scarpe; quanto è difficile resistere! sentirne la frescura e la friabilità fra le dita e ritrovarmi bambino per un attimo.
Credo che possa bastare.
Se non avessi fatto l'imbianchino e neppure il pittore forse mi sarei dedicato alla scrittura; poesie magari.
Chissà quanto mangiano i poeti?!
Silvia dice che sono un fanatico. Lo dice tutte le volte che entra in casa mia. Entra, si guarda intorno e comincia ad elencare a voce alta i poster con panorami marini; le conchiglie di dimensioni diverse sparse in ogni dove; le boccette con vari tipi di sabbia; i sassi, sassetti e sassolini raccolti e appoggiati esattamente in quei punti lì, che considero strategici.
Sono i miei punti di riferimento; se me ne spostassero uno me n'accorgerei all'istante. Sono un fanatico ordinato!
All'inizio non era così; con Silvia intendo.
Mi diceva spesso di essersi innamorata di me anche per questo mio fanatismo per il mare, diceva di condividerlo, diceva di amarlo quasi quanto amava me, ma poi … preferisce la palestra ad una gita marina o il poster di Richard Gere invece di una delle mie gigantografie subacquee. Chissà perché?!
Ho il mare negli occhi. Me l'ha fatto notare una signora qualche giorno fa. Stavamo decidendo i colori per il suo appartamento ed io le proponevo il mio catalogo preferito: "Che dice se in camera da letto facessimo un bel verde acqua marina? Per la sala invece potremmo fare un ambrato spiaggia! La cameretta del suo bimbo, poi, sarebbe stupenda turchese!". Lei si è messa a ridere ed è stato lì che me l'ha detto: "Ma lei ha il mare negli occhi!". "Strano" ho pensato "i miei occhi sono neri!".
Amo il mio lavoro. Mi rendo conto di accettare più volentieri gli incarichi per le case vuote, non tanto per una questione pratica - non mi fa paura lavorare un po’ di più. No, mi fa star bene quel senso di pace e d'isolamento; è un po’ come essere soli su una spiaggia, gli occhi rivolti verso un punto lontano, guardi l'orizzonte e ti perdi.
Esattamente come per un muro da dipingere.
Sono appena tornato dal commercialista. Ha un ufficio in centro, al terzo piano di un bellissimo palazzo d'epoca, uno di quelli che hanno l'ascensore di legno con un piccolo sedile e uno specchio pieno di ghirigori d'ottone.
Mi piacciono molto questi ascensori, ci farei su e giù per delle ore. Oltretutto questo passa in mezzo ad una scala che gli gira precisa tutt'intorno; ha le grate di ferro così che ci si può guardare fuori mentre si sale. O si scende.
Mi ricorda il mare, non so' bene il perché! Forse perché una volta, durante un viaggio in nave, vedevo dall'oblò della mia cabina un mondo nuovo, ristretto come campo visivo e per questo più intrigante. Le persone sembravano più umane, meno cattive, non so'!
Comunque Milano mi sta sempre più stretta. Mi guardo intorno e sento questa gente sempre meno mia; io sicuramente non gli appartengo più da un pezzo!
Lo so é difficile da capire.
Il problema è che nelle orecchie ho lo sciabordio delle onde e qui, invece, fra ambulanze, tram e clacson non mi sento più io!
La gente ti strattona, ti spinge su e giù dagli autobus, ti costringe a seguire la corrente come fosse un senso di marcia obbligato. Una volta sono andato a pattinare sul ghiaccio ed é proprio quella la sensazione che ho provato: devi seguire un percorso predefinito; non puoi deviare o tornare indietro, altrimenti rischi di essere calpestato.
Periodicamente, quando diventa difficile "ricaricare le pile" e quando il bisogno di sentire il respiro del mare si fa impellente, vado ad Arenzano vicino Genova. Mi ci trovo bene; è una cittadina piccola ma ben fornita. Lì tutti si chiamano per nome e sembrano perfino normali.
Anche gli innamorati sembrano più innamorati; ma è la luce che è diversa: è una luce viva - vera!
Quando il sole sparisce dietro alla collina, al termine della giornata passata quasi esclusivamente sulla spiaggia, salgo in macchina e mi sento più leggero.
La mia stanchezza se l'è presa il mare onda dopo onda.
Per tutti i motivi fin qui esposti e tenendo conto della mia ferma intenzione a dare un'onda nuova alla mia vita, chiedo a questa spettabile Amministrazione Comunale di voler benevolmente considerare la mia richiesta d'assunzione quale imbianchino, rifinitore gessista.
Sono stanco di colorare pareti ignorando il grigiore della mia vita.
Vorrei poter giocare con i colori del mare e ricrearli sulle cabine degli stabilimenti balneari o nelle scuole elementari.
In fondo c'è un pittore dentro di me. Silvia capirà.
p.s. Allego francobollo da lire ottocento per la risposta.
Grazie per la cortese attenzione.