SONGS FROM A ROOM VOL.1
 
Voglio essere considerato un poeta jazz che suona un lungo blues in una jam session d’una domenica pomeriggio” Jack Kerouac
 
E’ finalmente disponibile il primo lavoro da solista di Antonio “Rigo” Righetti: “Songs from a room vol.1”. Un album a mio parere atipico nell’accezione positiva del termine, essenziale e decisamente  lontano da standard commerciali,  privo di arrangiamenti stucchevoli o inutili orpelli,  da cui emergono suoni ricercati ed equilibrati ma “liberi” e perfettamente arricchiti da discrete sonorità elettroniche. Protagonisti assoluti i brani, (in inglese) ognuno con una propria identità, rappresentano il cuore di questo primo lavoro nato dalla passione per la musica e per le lettere ma anche e soprattutto per la vita nelle sue varie e delicate sfumature. Il cantato: una voce roca, ruvida ma espressiva che colpisce e arriva a toccare le giuste corde.
 
Nessuna title track, il mini cd (5 brani in totale di cui 1 cover), inizia con la sferzante “Walking down the green river”: il racconto di un ritrovato ottimismo forte di un’amore che tutto può sopra ogni cosa e prosegue con “You saw the light”: l’anima partita un giorno in cerca di un posto dove stendersi ad asciugare dalla rugiada di mattini grigi e giornate vuote che ha fatto ritorno durante una giornata calda e soleggiata. Un doveroso omaggio al “maestro di vita”, attraverso i malinconici e toccanti versi di “Open Letter to Ti Jean” (pseudonimo di Kerouac) e la celebrazione della musica d’autore con l’interpretazione dell’unica cover presente nel disco “(Sitting on) The dock of the bay”di Otis Redding  in cui il suono importante del basso prende il posto anche del caratteristico fischiettio in questa bellissima e struggente ballata.
 
Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare” scriveva Charles Bukowski ed è proprio questo il senso che sembra trasparire dall’ascolto della traccia numero 5, la commovente “All the same”che chiude l’album: una riflessione doverosa e realistica, anche se amara, sull’umana condizione.
 
E proprio nel delinearsi di un quadro, dove si mescolano e prendono forma i diversi “colori” della musica: il rosso e l’arancio del rock, il blu e nero del blues e il verde e l’azzurro del folk, giunge  inesorabile la consapevolezza di essere al termine dell’ascolto di “Songs from a room” e congedandomi con la sensazione di essere a metà del percorso, mi auguro che il viaggio prosegua e ci conduca verso nuove destinazioni.
 
Rigo (voce, basso elettrico, chitarra acustica ed elettrica) è accompagnato in questa avventura da:
Robby Pellati: batteria e percussioni, Marco “Skeggia” Montanari: chitarre elettrice, acustiche e mandolino, Gep: gruveria varia ed elettronica discreta.
 
Il minicd non si trova in vendita nei negozi di dischi ma è reperibile direttamente ai concerti oppure tramite il sito internet http://www.roomservicerecords.it  dove è anche possibile trovare tutte le informazioni utili sull’ attività artistica.
 
 
Antonio "Rigo" Righetti è un poliedrico musicista che vanta numerose e importanti collaborazioni (da Willy De Ville a Elliott Murphy, da Robert Gordon a Mick Taylor, da Luciano Pavarotti fino ad arrivare a Ligabue) e oltre a suonare il basso, ama confrontarsi con il canto (ma solo e rigorosamente in inglese) e i reading di musica e poesia; è un appassionato di Elvis, un lettore famelico e un valido maestro.