IL PASSO
 
Vi è un ritmo nel nostro umano vivere che è diverso per ogni individuo.
Un tempo che caratterizza l’essere umano come i tratti somatici che ogni viso ha, sempre diversi mai identici, anche nel caso di due gemelli omozigoti, così per il tono che con le corde vocali emettiamo, simile ma mai uguale ai nostri contemporanei su questa terra.
Il passo anch’esso segue coordinate tutte sue cha cambiano da soggetto a soggetto, così come tutto quello che uno produce, le azioni che compie.
Nello scrivere, per esempio, vi è un “battito cardiaco della scrittura”. Tante teste piegate su di una moltitudine di fogli bianchi non produrranno mai i medesimi tratti, periodi identici, bensì una quantità di concetti, idee che seguono la stessa accidentalità di ritmo.
Fin dall’inizio della nostra esistenza nasciamo con modalità che seguono uno schema comune, il parto, senza che ve ne sia mai stato uno uguale all’altro. Prossimi alla fine ci spegniamo nell’ultimo respiro con tempi sempre diversi.
Questo ritmo della nostra vita è dunque l’amico più intimo che ci portiamo appresso.
L’iperattivo sente l’imbarazzo della solitudine esistenziale, il suo passo d’azione è incalzante, spesso le sue parole scapicollano per comporsi in frasi cariche, a massa. La sua scrittura è sovente grafomania.Viceversa vi sono persone che hanno fatto del silenzio il loro omologo siamese.
Viaggiano con un ritmo lento, non temono gli spazi vuoti dell’animo avendone già da un pezzo preso le misure precise.
Se osserviamo una piazza piena di gente dall’alto e immaginiamo dei sensori ai piedi di ogni individuo che passa, se indicassimo con un colore diverso ogni tracciato percorso da ciascuno, avremmo una gigantesca tela dipinta irreplicabile.
Il passo esistenziale orienta il nostro incedere nella vita, sta  a noi  decifrarne le pause, la melodia come uno spartito musicale alla ricerca di quella armonia che riesce a placare le nostre ombre.
 
                                                                                 Michela Papavassiliou*
 
*autrice di “Emily Dickinson _Un microcosmo di grandi intuizioni”. Liguori Editore
 
                                                                                   Milano, 21 maggio 2008