MAGHREB 77.
 
Lamine spumeggianti gonfia il vento
saltano i vascelli dei pescatori
e sul crinale fra deserto e gelo
passa un bianco vestito coloniale…
S’infrange un turbine di sabbia
sulla carcassa arrugginita di una nave.
Dal promontorio un forte lusitano
guarda una loggia dalle geometriche
armonie, dove un tempo i mercanti
e le mappe, le armi, le prospettive
ideavano profetici viaggi.
Balzano sulla banchina argentei
pugnali, alzano reti colorate
mentre si accendono i braceri ai lati
e siedono turisti occidentali
ai tavoli del porto apparecchiati.
Scocca il tempo dei pendoli centrali
danzano insieme i due universi
disegnando possibili scenari
o è solo un gioco di un occhio che guarda
dimentico del giogo che separa.
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Camminano leggere e cadenzate
fra le colonne al vertice lontano
del porto, giovani donne velate.